Fioramonti non restituisce lo stipendio ai 5S (ma non è l’unico). Ecco chi sono gli altri “morosi”

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Lorenzo Fioramonti, il ministro della Pubblica Istruzione che vuole le “imposte etiche”: soldi alla scuola tassando bibite, merendine è moroso nei confronti del Movimento 5 Stelle. Lo ha scoperto il Giornale, visitando il portale Tirendiconto.it. Tutti gli eletti pentastellati sono tenuti a rendicontare le spese effettuate nell’esercizio del mandato proprio sul portale. E, soprattutto, a pubblicare l’ammontare delle restituzioni dai loro stipendi. Lorenzo Fioramonti, non versa le somme dovute dal dicembre 2018 (almeno così si evince dal portale), è in buona compagnia. Infatti non è l’unico ad essersi “dimenticato” di versare parte del suo stipendio. Con lui c’è anche il sottosegretario agli Esteri Manlio Di Stefano, che non rendiconta da febbraio di quest’anno. E assieme a loro ci sono anche trenta parlamentari.

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Non solo Fioramonti, ecco gli altri morosi
Come riporta il Giornale, quelli messi meglio hanno aggiornato la loro posizione fino ad agosto, altri si sono fermati prima. Tra di loro alcuni ministri del Conte-bis: Vincenzo Spadafora (allo Sport), Fabiana Dadone (alla Pubblica amministrazione), il capo politico Luigi Di Maio (Esteri) sono bloccati a maggio. Nella stessa situazione due sottosegretari: Stefano Buffagni (Mise) e Riccardo Fraccaro (Presidenza del Consiglio).

Le proteste della base
La base grillina non ci sta. Scoppiano le polemiche e arrivano valanghe di mail di proteste. Le fibrillazioni all’interno del movimento sono alte. Ed è così che caselle di posta elettronica di deputati e senatori “morosi” sono state inondate da una serie di mail violente. Come si legge ancora sul Giornale, una lettera di protesta, visionata dall’agenzia AdnKronos, recita così: «Tu sarai il/la prossimo/a a scappare senza restituire quanto promesso? Quando pensi di metterti in regola con le restituzioni?». Nel testo si invitano tutti quelli che hanno prodotto e inoltrato le rendicontazioni, seppure non ancora pubblicate, a darne prova concreta. Chi non lo fa potrebbe rischiare grosso.

 

secoloditalia.it

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