Scavalca il cancello ma la maglia si incastra: 18enne muore impiccata

Torino È rimasta impiccata mentre cercava di scavalcare il cancello di casa sua, in via Canton Prelle a Loranzé, un piccolo comune in provincia di Torino, in Piemonte.

È morta in questa maniera assurda Erika Russo Testagrossa, studentessa, dopo una sera trascorsa in discoteca, lo Shake di Ivrea, con gli amici di sempre, dove si era svolta la festa dei coscritti che nel 2019 sono diventati maggiorenni, proprio come Erika che i 18 anni li aveva compiuti ad aprile. Erano circa le quattro del mattino, quando stava rientrando a casa e si è accorta di aver dimenticato le chiavi per aprire il cancello. Una dimenticanza banale che chissà quante altre volte le era successo, ma questa volta la sbadataggine le è costata la vita.

Per non svegliare i genitori e la sorella che a quell’ora stavano ancora dormendo, Erika ha deciso di scavalcare il cancello, un’inferriata alta, posta proprio davanti al vialetto che va verso la porta d’ingresso, le cui sbarre finiscono con una punta affilata. E sono state proprio quegli spuntoni, uno accanto all’altro, a tradire la giovane di Loranzé. Quando ormai era riuscita a passare dall’altra parte, poco prima di lasciarsi cadere nel giardino della sua abitazione, il maglione di Erika – probabilmente il collo dell’indumento – si è impigliato in una delle inferiate, impedendogli di saltare. Avrà sicuramente cercato di liberarsi ma ogni suo tentativo è stato inutile e dopo alcuni minuti è morta soffocata. A trovarla, con le gambe a penzoloni, ormai priva di vita, è stata la sorella maggiore Anna, nella mattinata di ieri. Quando si è accorta che la sorella non era rientrata a dormire, prima l’ha cercata per casa, poi è uscita in giardino e lì si è trovata di fronte al corpo di Erika. Immediatamente ha chiamato i genitori ed i soccorsi ma quando i medici dell’Emergenza sanitaria sono arrivati in via Canton Prelle, ormai la tragedia si era già consumata ed il medico legale non ha potuto far altro che certificarne il decesso per soffocamento.

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In pochi minuti sono arrivati anche i carabinieri, per accertare la dinamica dell’incidente ed escludere ogni altra ipotesi sulla morte della ragazza ma, fin da subito, anche dopo aver ascoltato come testimoni i familiari e gli amici, gli inquirenti hanno confermato che la morte di Erika Russo Testagrossa, è stata causata da una tragica fatalità.

Il corpo di Erika è stato messo a disposizione dell’autorità giudiziaria e non è escluso che, prima della sepoltura, venga eseguita l’autopsia.

Sconvolto dal dolore papà Mauro Russo Testagrossa: «La mia Erika era una ragazza solare, lo si vedeva già dal suo viso che era una figlia affettuosa e piena di vita. Morire in questo modo a diciotto anni è veramente assurdo. Ma perché non ci ha svegliati? Bastava avesse suonato il campanello e adesso noi non saremmo qui, a piangere una ragazza davvero speciale».

Nel piccolo paese di Loranzé – paesino di mille anime alle porte di Ivrea – la morte di Erika ha toccato tutti, visto che la ragazza, come la sua famiglia, era molto conosciuta. Frequentava l’ultimo anno dell’istituto alberghiero, ma aveva già lavorato come cameriera di sala in alcuni ristoranti, anche in Trentino Alto Adige. Le piaceva molto il contatto con le persone e sperava di poter presto fare anche un’esperienza di studio-lavoro all’estero.

«Trascorrere alcuni mesi in un altro Paese era il suo sogno. Sperava di poter andare in Spagna e già stava progettando il viaggio – ha raccontato un amico che è anche suo compagno di scuola -. Era una ragazza dinamica, sempre allegra e disponibile. Ci sembra incredibile quello che è successo, tutti i suoi sogni si sono spezzati per colpa di una banale distrazione».

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