Manovra, stangata sulla casa: torna l’ombra dell’Imi

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Una stangata sulla casa è pronta ad abbattersi sugli italiani. Per fare luce bisogna tornare indietro, precisamente nel 2016, quando il Pd inventò l’Imi, una tassa frutto della fusione tra Imu e Tasi con la differenza che l’aliquota massima complessiva sarebbe passata dal 10,6 per mille all’11,4.

All’epoca Matteo Renzi cercò di sviare il problema ironizzando: “Ma che siamo a compro una vocale?”. L’emendamento fu poi ritirato dal daputato dem Maino Marchi. L’allora capogruppo Pd in commissione Bilancio alla Camera corse ai ripari: “Se da ulteriori verifiche risulterà che, per eventuali imprecisioni tecniche si determini la possibilità di aumento delle aliquote, verrà ritirato”. Ma sembrerebbe che sia stata infilata in questa manovra.

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Patrimoniale mascherata
Stando a quanto appreso e riferito da La Verità, il testo del 2016 sarebbe traslato in toto nella legge di Bilancio 2020. L’Imu sarà accorpata con la Tasi. L’aliquota di base è fissata all’8,6 per mille, aumentando rispetto al 7,6 per mille attuale. Un ruolo importante sarà conferito ai sindaci: gli amministratori comunali potranno decidere se elevare l’aliquota fino al 10,6 per mille; nel 2020 potrà essere alzata fino all’11,4 per mille. Inoltre si avrà la facoltà di azzerare l’aliquota anche su ville, castelli e abitazioni di pregio.

Perplessa Confedilizia, che non vede segnali positivi sull’intento di ridurre le imposte. Giorgio Spanzani Testa non ha risparmiato una dura critica: “La nuova patrimoniale sugli immobili delineata nella manovra è peggiore delle due attuali, l’Imu e la Tasi. Oltre a non essere sfiorato dall’idea di ridurre questo carico di tassazione insopportabile, il governo peggiora la situazione in vari modi”.

Nello specifico il presidente ha spiegato che “aumenta la tassazione sui proprietari di immobili affittati, scaricando su di essi la quota di imposta che nella Tasi era a carico degli inquilini”. Ma non solo: “Mantiene imposizioni vessatorie come quelle sugli immobili inagibili e su quelli sfitti per assenza di inquilini o acquirenti”. Testa infine si è sfogato: “E non ci si venga a parlare di semplificazione…”.

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