Stefania Craxi al Secolo: “Solidale con la Meloni, battaglia al metodo Repubblica”

Sull’attacco dei giorni scorsi di Repubblica a Giorgia Meloni interviene con questa bella lettera al Secolo d’Italia Stefania Craxi

Gentile Direttore, caro Francesco,

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dobbiamo ormai constatare che certa informazione, che per sua stessa definizione rappresenta una tendenza politica e culturale, non brilla da tempo per fantasia e per originalità. Gli strumenti di certi pseudo rivoluzionari con lo spritz in mano (sì, perché lo “spritz” è di sinistra, mentre il “moito” ormai è di destra!) ripetono imperterriti da anni il solito copione, fortunatamente sempre con minor seguito e successo.

Ostinati e impuniti, privi di pudore e del tutto sprovvisti di quell’arma a loro sconosciuta che è l’autocritica, riluttanti finanche a un revisionismo di comodo, pensano di trincerarsi e di far dimenticare le loro storie, figlie di sconfitte e fallimenti politici, dietro l’oblio della memoria ripetendo a mena dito il solito schema.

Macchina del fango
È la macchina del fango, baby! Quella macchina di cui certa sinistra possedeva l’uso esclusivo e di cui oggi ha perso tanto il monopolio che il controllo e che viene messa puntualmente in campo per contrastare i “nemici” (eh sì, i nemici!) di turno.

Gli ingredienti di questa miscela che in passato ha spazzato via una stagione politica che meritava ben altra fine e giudizio, complici i silenzi, gli opportunismi, l’incoscienza e qualche strepito di taluni divenuti poi vittime di quello stesso schema, sono i classici ingredienti a buon mercato e buoni per ogni stagione.

Menzogne e manipolazione
Demonizzazione – personale ancor prima che politica – menzogne, falsità, manipolazione dei fatti e della realtà sono il presupposto necessario per far perdere al “nemico” legittimità e agibilità, con un’opera di discredito che non risparmia la comunità di appartenenza e non di rado ne sobilla gli istinti più beceri e primordiali. In fondo, l’uomo, è un animale che spesso difetta per ragione e coraggio ma non per ambizione!

Ah, dimenticavo! Se poi si ha la fortuna di avere l’ingrediente magico, ossia costruzione ad arte di un qualche presunto reato, ecco che il cerchio si chiude e fa la sua comparsa quel giustizialismo che rende tutto più appetibile e dirompente.

Solidale con la Meloni
È per questo che per nulla sono rimasta stupita del trattamento subito da Giorgia Meloni – udite, udite! – dal quotidiano “la Repubblica”. Forse la violenza degli attacchi rivolti a una madre prima ancora che una donna e un politico, potranno stupire chi certa storia non l’ha vista, non l’ha letta o l’ha letta e compresa tardi o male; oppure chi certi trattamenti non l’ha subiti sulla propria pelle, su quella dei propri cari, della propria comunità.

Purtroppo, la vita non mi ha risparmiato né l’uno né l’altro.

Per questo, non solo mi sento di dare la mia solidarietà a Giorgia per un attacco – questo sì – squadrista, ma sento vivo il bisogno di battagliare, finché avrò forza e voce, contro certi metodi e certo modo di intendere la lotta politica.

Lo farò in favore di amici e avversari, in nome di quella libertà e di quel rispetto della dignità che si deve ad ogni persona. Ne ha bisogno il Paese che nel presunto gioco fantasy tra le forze del bene e quelle del male, sta perdendo il suo futuro, il suo ruolo e il prestigio internazionale che gli compete.

Stefania Craxi