Tra Savoini e note spese nuovi siluri su Salvini. Il Pd cavalca il complotto

 

Il Pd sale a bordo della macchina del fango, messa in moto da Report contro Matteo Salvini.

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I dem, terrorizzati dai 200mila in piazza San Giovanni e dalle possibili vittorie del centrodestra ai prossimi appuntamenti elettorali (regionali) provano a cavalcare l’onda di sospetti contro il leader della Lega. E rispunta, dall’esilio politico, anche l’ex premier Enrico Letta per sparare contro Salvini: «Dopo la puntata di Report su Salvini e la pista russa non può non succedere nulla». Mentre l’ex leader dei dem, Matteo Renzi, oggi senatore di Italia viva, chiede: «Ho una sola richiesta per Salvini. Senatore, perché non denuncia Savoini?».

L’ex ministro dell’Interno non cade nelle provocazioni e si affida all’ironia: «Ho visto Checco Zalone». Il teorema su cui si poggia l’inchiesta di Giorgio Mottola, andata in onda su Rai3 lunedì, punterebbe a dimostrare il coinvolgimento di Salvini e della Lega in un piano di Vladimir Putin per destabilizzare l’Unione europea. In questo quadro, avrebbe avuto un ruolo fondamentale Konstatin Malofeef, detto l’Oligarca di Dio, uno degli uomini più ricchi della Russia. Sarebbe stato lui l’anello di congiunzione tra la Russia e il Carroccio. Malofeev che in passato ha finanziato il Front National di Le Pen conoscerebbe Salvini e la Lega.«L’ho incontrato ma non ho mai chiesto una lira», spiega in serata Salvini a Porta a Porta. Nel 2013 era stato invitato al congresso federale dove Salvini venne eletto nuovo segretario della Lega Nord. Ma, come ha spiegato a Mottola, non gli fu possibile andarci. Al suo posto però mandò Alexey Komov, che oggi è il presidente onorario dell’Associazione Lombardia-Russia di Gianluca Savoini e Claudio D’Amico. E Komov è anche vicepresidente di un’altra associazione: il World Congress of Families (Wcf), quelli che hanno organizzato il convegno di Verona di quest’anno. Secondo Report, negli anni scorsi da tre conti dell’Est Europa legati a società dell’Azerbaijan e della Russia sono partiti oltre 2 milioni di euro, destinati alla Fondazione Novae Terrae presieduta dall’ex parlamentare dell’Udc Luca Volontè. Dal 2015 del direttivo di Novae Terrae fa parte anche il senatore della Lega Simone Pillon che è uno dei più ferventi cattolici della nuova Lega di Salvini. Altra accusa che viene mossa al leader della Lega è di aver falsificato le note spese all’epoca in cui era un giovane giornalista de La Padania. Gigi Moncalvo, ex direttore, racconta di quando, nell’inverno 2003, voleva licenziare il redattore Salvini per assenteismo e falso. «Aveva falsificato una nota di presenza e quattro note spese ha dichiarato Allora per due volte l’ho convocato e gli ho comunicato l’intenzione di volerlo licenziare». La sua risposta? A muso duro: «Tu passi, io resto. E, credimi, diventerò sempre più potente». Accuse, teoremi, congetture su cui si fiondano i big del Pd. Il segretario Nicola Zingaretti chiede di indagare e andare fino in fondo. Paolo Gentiloni, commissario Ue, parla di «inchiesta giornalistica fa anche ottimi ascolti. Ignorarla sarà difficile».

 

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