Spara contro braccianti per farli lavorare di più

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Una brutta vicenda ha avuto luogo a Terracina, dove un professionista del settore agricolo è stato tratto in arresto dal Commissariato locale, in seguito pure alla emissione di alcuni colpi d’arma da fuoco, che venivano rivolti nel senso dei braccianti della sua impresa.

Ma questa è solo una delle accuse di cui l’uomo dovrà rispondere.

Il protagonista in negativo di questa storia, secondo il quadro presentato da più media, era solito fare fuoco in direzione dei braccianti che lavoravano all’interno della sua azienda. Non si tratta, insomma, di circostanze purtroppo abbastanza abituali, quelle in cui viene fuori soprattutto lo sfruttamento economico di questa tipologia di lavoratori agricoli, ma sembra che, per questo caso che interessa la cittadina del litorale laziale, si possa parlare di qualcosa di ben più grave.

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La finalità degli spari, infatti, era quella di far sì che i braccianti si adoperassero maggiormente sul piano lavorativo. Un modo del tutto illecito, quindi, per accelerare i processi agricoli. Stando a quanto riportato dall’Huffington Post, le indagini, oltre a soffermarsi su questi aspetti, avrebbero comprovato anche la sussistenza di intimidazioni. Un fatto, poi, viene raccontato con dettaglio di particolari dalla fonte sopracitata: uno di questi lavoratori, con ogni probabilità stremato per via del trattamento cui era sottoposto, ha detto basta, cercando di allontanarsi da quel contesto.

E la reazione dell’imprenditore agricolo a questo niet è stata proprio quella condita dallo scoppio di colpi. Vale comunque la pena segnalare come, almeno per ora, non si parli di conseguenze fisiche per questi braccianti del pontino. Bisognerà attendere adesso l’evoluzione del quadro giudiziario.

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