L’ex moglie di Cipollini: “In una lite, mi puntò una pistola alla tempia”

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Botte, insulti e maltrattamenti, accompagnati spesso da minacce di morte.

Sarebbero stati questi gli ingredienti degli ultimi anni del matrimonio tra Mario Cipollini, ex campione di ciclismo, e Sabrina Landucci. Almeno secondo quanto racconta l’ex moglie, che ha testimoniato nella seconda udienza del processo in cui Cipollini è imputato per stalking, lesioni e maltrattamenti in famiglia.

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Secondo quanto riporta il Corriere della Sera, la Landucci ha raccontato una serie di episodi violenti. Uno dei più drammatici risale a poco prima della separazione. “Eravamo nella nostra di Monte San Quirico, vicino a Lucca- ha raccontato la donna- e quel giorno abbiamo avuto un ennesimo litigio”. Il motivo sembrerebbe essere stato la gelosia di Sabrina che, vedendo rincasare il marito alle sei del mattino, aveva paura di un tradimento. La reazione di Cipollini ai sospetti della moglie è stata violenta: “Mi ha picchiata e trascinata in camera. Poi mi ha puntato una pistola carica alla tempia”. Secondo quanto racconta, sarebbe rimasta per diverso tempo sotto la minaccia dell’arma e non era nemmeno la prima volta che succedeva.

Le violenze erano frequenti. L’ex moglie racconta di come Cipollini si pentisse sempre dei maltrattamenti, salvo poi ricominciare da capo con botte e minacce. Anche dopo la separazione, l’ex campione avrebbe continuato con atti persecutori, inseguimenti e minacce. Ora, è imputato per stalking, lesioni e maltrattementi.

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