In ufficio ha una foto di Salvini. L’esposto Pd per farla togliere

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Sembra una disfida della fotografia. Mattarella sì, Salvini no. A Biella la politica si divide da qualche mese su quale scatto un assessore comunale possa (o debba) esporre nel proprio ufficio.

Quello del presidente della Repubblica, oppure il leader carismatico di partito?

Giacomo Moscarola è il vulcanico assessore alla Sicurezza (e vicesindaco) del comune di 50mila abitanti in Piemonte. Ad agosto, nel pieno della crisi di governo innescata dal Carroccio, l’esponente leghista pubblica una fotografia sul proprio profilo Facebook: un selfie in cui si vede chiaramente il ritratto di Matteo Salvini appeso al muro dietro la scrivania. Apriti cielo. Parte immediate le diatriba. “Sinceramente non vedo dove sia il problema, sono l’Assessore alla Sicurezza pertanto il ministero di riferimento è quello dell’Interno – scriveva Moscarola – di queste polemiche me ne frego e vado avanti!”.

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Conclusa l’estate, la disputa riprende. Moscarola rilancia la sfida in un video su Facebook: “Fanno polemiche per la foto di un amico in ufficio – dice il vicesindaco – Non si tocca: rimane lì. Che l’opposizione vada pure dal prefetto, dal presidente della Repubblica o dal Papa”. Detto, fatto. Il 20 settembre il gruppo parlamentare del Pd a Biella si reca in Prefettura per depositare un esposto ufficiale contro la fotografia di Salvini nell’ufficio dell’assessore Moscarola. Il testo, che ilGiornale.it ha avuto modo di consultare, è una cronistoria dei fatti e un duro attacco ad una condotta definita “contraria ai principi che devono connotare le pubbliche amministrazioni”. Il Pd rivendica il fatto che “affiggere una fotografia del segretario di un partito politico faccia venire meno l’immagine di imparzialità e autonomia che deve contraddistinguere ogni ufficio pubblico”. A dire il vero, la foto era nell’ufficio già da tempo, come si evince da alcuni post, solo appoggiata sulla scrivania. Il problema è dunque averla appesa al muro? A sostegno delle proprie tesi, i dem riportano il decreto presidenziale che limita “la facoltà di affiggere autografie di persone sui muri dei locali di enti pubblici a quella raffigurante il Presidente della Repubblica”. Solo Matterella, dunque, e non Salvini, considerando anche il fatto che oggi il leader della Lega non è più neppure ministro dell’Interno.

Secondo quanto risulta al Giornale.it, ad oggi la prefettura biellese non si è ancora espressa in merito. “Mi auguro che il prefetto abbia cose più importanti cui pensare”, sospira sorridente Moscarola. Secondo il Pd però si tratta di una “grave violazione di legge” e il prefetto dovrebbe “impedire la commissione di atti contrastanti con le leggi dello Stato”. Tradotto: dovrebbe fargliela togliere. Pochi giorni fa la consigliera dem Marta Bruschi ha pure consegnato un regalo al vicesindaco: uno scatto del neo ministro Lamorgese da appendere in ufficio al posto di quella di Salvini. “È ancora impacchettata – ride Moscarola – non ho avuto modo di conoscerla, quindi preferisco tenere le foto degli amici”.

Per ora, però, lo scatto della discordia resta lì. “È ridicolo che il Pd faccia polemica su queste cose – dice l’assessore – quando Salvini era al Viminale, si trattava del mio ministro di riferimento e ora resta un amico che conosco da moltissimi anni. Nulla vieta di tenere la foto di un amico in ufficio. Il Pd pensi ai disastri che ha fatto in città prima di buttarsi su queste minuzie”. E il ritratto di Mattarella? “Non c’era neanche prima, quando governava il Pd. Ho preso l’ufficio dell’ex vicesindaco (uno di quelli che ha firmato l’esposto) e Mattarella non l’aveva neppure lui”.

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