Sparatoria a Trieste, il commovente messaggio del padre del poliziotto ucciso

“Ciao mio eroe. Ora sei il nostro Angelo Custode”. È questo il dolce e struggente pensiero scritto su Facebook da Fabio Demenego, padre di Matteo, il 31enne agente di polizia caduto nella sparatoria nella Questura di Trieste insieme al suo collega Pierluigi Rotta

Poche parole scritte con il cuore quasi a volere mettere a tacere chi in queste ore drammatiche ha alzato assurde quanto inutili polemiche. Poche ore prima, infatti, un altro messaggio dai toni decisamente più accesi era stato scritto da Gianluca Demenego, fratello della vittima, contro chef Rubio che, come ormai sua cattiva abitudine, usa frasi pesanti per commentare i fatti di cronaca e politica.

Quest’ultimo, infatti, aveva pubblicato un tweet critico verso la polizia. “Inammissibile che un ladro riesca a disarmare un agente. Le colpe di questa ennesima tragedia evitabile risiedono nei vertici di un sistema stantio che manda a morire giovani impreparati fisicamente e psicologicamente. Io non mi sento sicuro in mano vostra”, ha scritto il volto noto della tv.

Parole inaccettabili non solo per chi rischia quotidianamente la vita per difendere quella dei cittadini ma anche per Gianluca che aveva ribattuto:”Tieni sempre la guardia alta quando giri perché se colgo impreparato pure te fai la fine di mio fratello! Uomo di merda! Ti auguro di perdere un tuo caro!”. A differenza di Rubio, il giovane ha capito l’errore commesso e con grande umiltà ha chiesto scusa per quelle parole scritte di getto e dettate “dal dolore e dalla rabbia”.

Altrettanto toccante è stato il pensiero del vescovo di Trieste, monsignor Giampaolo Crepaldi, pronunnciato nel corso dell’omelia in ricordo degli agenti Matteo Demenego e Pierluigi Rotta. “Due ragazzi a cui è stata tolta vita da una insensata follia omicida. E il dolore che questa città di Trieste conosce da sempre, per averlo trovato tante volte nella sua storia, è comparso di nuovo acuto e lancinante per la perdita di due giovani promettenti a cui stato rubato il futuro. E così Trieste si ritrova dentro quadro di orrore”.

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