“ABBIAMO BISOGNO DI MILIONI DI IMMIGRATI PER FARE CONCORRENZA AGLI ITALIANI” – VIDEO

Prodi lo aveva messo nero su bianco già decenni fa: “ci vogliono più negri”, diceva. E lo ha ripetuto anche recentemente. Per la sinistra fucsia siamo solo oggetti da scambiare con altri oggetti. E Prodi è il peggio della fusione tra comunismo e cattolicesimo: una melassa putrescente di inutilità.

“Nel giro di una generazione in Italia perderemo, in termini di popolazione, l’equivalente dell’Emilia Romagna. Perciò ci sarà bisogno di un flusso di migranti estremamente forte altrimenti non avremo nessuna possibilità di portare avanti la vita economica del Paese”. Così l’ex premier Romano Prodi, oggi presidente della Fondazione per la collaborazione tra i popoli ‘Europa e Mediterraneo” nella sua lectio magistralis al convegno nazionale dell’ Associazione Italiana dei magistrati per i minorenni e per la famiglia. “Avremo un milione in più di persone oltre i 65 anni fa nei prossimi quattro anni. Un calo che non è corretto dalle migrazioni perché l’andamento dei migranti è simile a quello del loro paese per quattro anni, al quinto anno il comportamento è identico a quello del paese di accoglienza”

Tutti discorsi senza senso di un omuncolo senza senso.

Deve essere per questo bisogno di lavoratori, che Prodi varò col suo governo la legge che concede la pensione sociale agli stranieri anziani che non hanno mai lavorato in Italia.

Ma, a parte questo, questa propaganda del ‘vuoto da riempire’ ha veramente stufato. Abbiamo 5 milioni di disoccupati oggi. Anche se tra qualche decennio dovessimo avere 5 milioni di italiani in meno, significa che non avremmo disoccupati: non occorre importare altri 5 milioni di immigrati così da tenere stabile la disoccupazione.

Ma è proprio i disoccupati che servono alle grandi industrie: per calmierare il costo del lavoro. Esigono un esercito di riserva col quale pungolare i lavoratori autoctoni. Un esercito di ‘negri’.

Perché i migranti non fanno i lavori che gli italiani non vogliono fare, li fanno per paghe e condizioni che gli italiani non possono accettare. Deprimendo, come desiderano i finanziatori del PD (vedi Farinetti di Eataly) i salari. Marx insegna.

Insomma, se il cuoco filippino scalza quello italiano è la ‘concorrenza’. Dimentica, questo amico degli sfruttatori, che il cuoco disoccupato è un essere in carne ed ossa, non un numero. Ha una famiglia. Ha dei sogni.

Vogliono disarticolare la società usando i ‘negri’. Che quando non ammazzano poliziotti, rubano il lavoro ai poveracci.

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