Feltri: «Ma quale pericolo fascista, a far paura sono i cretini che stanno al governo»

Ma quali camicie nere in agguato, ma quale pericolo fascista. Vittorio Feltri in un “cortese” botta e risposta con l’azzurro Fabrizio Cicchitto prende le distanze e critica chi ancora agita il pericolo di un ritorno al fascismo, così come nessuno – dice il direttore di Libero – si sognerebbe oggi in Italia di combattere la dittatura del proletariato o il pericolo sovietico.

Feltri attacca gli antifà di mestiere
«Carissimo onorevole, Lei sa quel che dice, e non mi sogno neanche lontanamente di contestarlo. Comunismo e nazismo per qualche tempo sono stati parenti stretti, poi il sodalizio si è sciolto per i motivi da lei ricordati con precisione. Io sono stato parecchi anni antimarxista perché il mondo e l’Italia, in particolare, erano pieni di compagni che desideravano essere guidati dai signori i quali brandivano falce e martello», scrive Feltri. «Poi l’impero del socialismo si è sfaldato quasi all’improvviso, il Muro di Berlino si è sbriciolato. E da quale momento i rossi non sono stati più nemici miei, per il semplice fatto che avevano perso e quindi erano destinati a non rompere più le balle, cosicché ho cessato di essere anticomunista».

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Il pericolo fascista? Ma per favore…
Feltri rivendica insomma con compiacimento di non essere avvezzo a fare la guerra ai fantasmi. «Oggi parlare di minaccia proveniente dagli eredi di Mussolini mi sembra ridicolo», spiega. Ecco il punto di distanza da Cicchitto: non si combatte qualcosa che non rappresenta più una minaccia. Lo stesso vale per l’antisemitismo, che il giornalista non giudica come un pericolo vero, «posto che qualche cretino in giro per l’Europa c’è sempre stato e sempre ci sarà animato da un razzismo stolto». Insomma perde il suo tempo che si preoccupa per gli esigui rigurgiti, «di cui i nostri contemporanei non hanno nemmeno memoria diretta e ne blaterano per sentito dire». Per fortuna oggi non si deve “bisticciare” con quelli delle camere a gas, il vero pericolo, conclude Feltri, «dai cretini che ci governano in maniera dilettantesca e insensata».

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