Il vescovo di Cefalù sui migranti: “Apriamo i porti e le nostre case”.

 

Apriamo i porti e spalanchiamo le porte delle nostre case”. Così il vescovo di Cefalù Giuseppe Marciante invita all’accoglienza dei migranti per celebrare l’edizione numero 105 della giornata mondiale del migrante e del rifugiato.

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E lo fa con una iniziativa forte in programma il 29 settembre. La Diocesi, infatti, chiede di accogliere nelle proprie case e invitare alla propria tavola uno dei “fratelli migranti”, ospite dei centri di accoglienza del territorio, seguendo l’invito di Papa Francesco. “La risposta alla sfida posta dalle migrazioni contemporanee si può riassumere in quattro verbi: accogliere, proteggere, promuovere e integrare”, si legge infatti nel messaggio del Papa per la giornata mondiale. E anche il vescovo di Cefalù esorta tutti all’impegno. “Non lasciamoci travolgere dall’odio, dal populismo e dalla paura dell’altro – ha detto Marciante sulla scia di quanto detto dal vescovo di Palermo Corrado Lorefice a Lampedusa – La luce del Cristo trasfigurato faccia nascere o rafforzi in noi la mentalità dell’accoglienza e dell’integrazione, ci spinga a un forte rinnovamento interiore che ci allontani dal vedere nel fratello immigrato un peso da portare”.

L’iniziativa “Apriamo i porti e spalanchiamo le porte delle case. Aggiungi un posto alla tua tavola per un nostro fratello immigrato” è la proposta che il Servizio Pastorale Missionario Cooperazione tra le Chiese e Migrantes, la Caritas diocesana e il Servizio Pastorale Famiglia fanno alle famiglie e alle parrocchie chiedendo loro di rendersi segno evidente di accoglienza verso gli ultimi, testimonianza diretta di una Chiesa che “impara a capire come gli “scarti” diventino pietra angolare”.

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