Sbarco a Lampedusa, la festa dei buonisti dura poco: i tunisini erano già stati espulsi

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Purtroppo gli sbarchi di clandestini, e non solo quelli traghettati dalle navi ong, proseguono un po’ in tutta Italia, complice anche il bel tempo estivo. Dopo i continui sbarchi in Sardegna, dove chissà perché arrivano più che altro algerini, adesso anche l’isola di Lampedusa, più vicina alle coste africane che all’Italia, continua a essere una mèta gettonatissima. Sei cittadini tunisini giunti a Lampedusa sono stati arrestati dalla Polizia. L’indagine lampo, avviata dalla Procura di Agrigento guidata da Luigi Patronaggio e delegata alla Squadra mobile subito dopo il loro sbarco, ha permesso di accertare che erano arrivati sulla più grande delle Pelagie in violazione della vigente normativa in materia di immigrazione, in particolare del decreto sicurezza bis. È stato accertato che due, già destinatari di un decreto di espulsione, erano rientrati nel territorio nazionale prima dei previsti tre anni dal loro rimpatrio, e quattro disattendendo un provvedimento di respingimento. “In base alle ultime modifiche normative contenute nel decreto Sicurezza bis – spiegano dalla questura di Agrigento – i casi di arresto sono estesi anche ai respingimenti e non soltanto alle espulsioni”. Uno degli arrestati era stato rimpatriato all’inizio del mese di agosto. Pochi giorni dopo aver raggiunto il suo Paese, si era posto nuovamente a bordo di un’imbarcazione per dirigersi, ancora una volta, verso le coste lampedusane.

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