L’elenco di tutti gli indagati del Pd (li ha pubblicati Grillo 4 mesi fa. Se li è scordati?)

 

L’inciucio, le poltrone. Sono lontani i tempi di onestà, onestà. Perché i Cinquestelle l’accordo vogliono farlo proprio con quello che definivano il partito degli indagati, la piovra del Pd. «Pd Black Hole. Ogni giorno in un Paese conosciuto con il nome Italia… Tutti gli indagati del Pd: armatevi di pazienza». Altro che Siri, dunque. Qualche mese fa Beppe Grillo sulla sua pagina Facebook pubblicava un video, già messo in rete nel 2016,  in un cui faceva l’elenco di tutti gli indagati del Partito democratico, suddiviso per regione e filoni d’indagine. Quella di contare gli indagati del Pd non è un’idea fissa solo di Grillo, il blog dei 5S a maggio scorso pubblicava un articolo dal titolo La lunga lista di inchiesta che coinvolge il Pd: Zingaretti espellerà mai qualcuno. Nell’articolo si parlava del caso della governatrice Pd Catiuscia Marini, indagata nell’inchiesta legata alla sanità umbra e delle sue dimissioni. Si legge nell’articolo: «Nel pieno di questa farsa assurda, Zingaretti ha dichiarato testualmente dalla Annunziata: “Il Pd che voglio è un partito dove se qualcuno si vende le domande dei concorsi siamo noi a cacciarlo prima che se ne accorgano i pm”. Il giorno prima aveva detto che la politica dovrebbe fare piazza pulita prima dell’intervento delle Procure. Benvenuto Zingaretti! Ora quando farai seguire alle parole i fatti? O sono soltanto uscite a caso in campagna elettorale? In Umbria, dopo lo scandalo Pd nella sanità, non è stato espulso l’ex segretario regionale dei Dem, Gianpiero Bocci. Zingaretti cosa aspetti?».

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Indagati del Pd: ecco l’elenco pubblicato dai 5S
E poi anche qui il lungo elenco degli indagati «per reati gravi che il segretario Pd, per rispetto dei cittadini e delle Istituzioni, avrebbe il dovere di cacciare immediatamente dal partito». In primis, si legge sul blogdelle stelle.it, il presidente della Regione Calabria, Mario Oliverio, indagato per associazione a delinquere, corruzione e turbativa d’asta in una inchiesta sulla gestione degli appalti pubblici, insieme all’ex consigliere regionale e vice presidente della Giunta calabrese, Nicola Adamo, coinvolto nella stessa indagine.

In Sardegna, si legge ancora, si è avuta la notizia della condanna a tre anni e tre mesi dell’ex sottosegretaria del Governo Renzi, Francesca Barracciu, per peculato. Nessuna parola dai vertici del Nazareno.

In Campania il “re delle fritture di pesce” e uomo di De Luca, Franco Alfieri, è indagato per voto di scambio politico-mafioso.

In Puglia Lello Di Gioia è indagato per induzione indebita (poche settimane fa di lui si è occupato la Giunta per le autorizzazioni per l’utilizzo delle intercettazioni).

Ancora sulla sponda Pd, altri nomi di peso sono quello di Francesco Bonifazi, tesoriere del partito ai tempi di Matteo Renzi, indagato per finanziamenti illeciti e false fatture; Luca Lotti, ex ministro dello Sport, per cui è stato chiesto il rinvio a giudizio per favoreggiamento nell’inchiesta Consip; e Piero Fassino, accusato di turbativa d’asta nell’affaire Salone del Libro.

Zingaretti, si legge infine, cominci a cacciare via dal partito chi è sotto indagine per reati gravi che riguardano i soldi dei cittadini, i quali mettono nelle mani dei partiti il denaro sudato delle proprie tasse e si aspettano che vengano spesi per il bene della comunità. E lo faccia da subito».

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