La Fornero piomba come un avvoltoio sulla crisi. E cerca di vendicarsi

 

Riprende fiato anche Elsa Fornero in questi giorni di crisi. Si vendica e non fa mancare il suo veleno, piombando come un avvoltoio su tutto ciò che lei ha sempre osteggiato: Salvini, Di Maio, ma soprattutto le loro misure bandiera – reddito di cittadinanza e quota 100. Misura, quest’ultima, che sta dando a molti lavoratori la possibilità di sottrarsi al capestro della famigerata riforma delle pensioni da lei firmata. La Fornero si è legata al dito le invettive di Salvini contro di lei. E ora si insinua nelle pieghe della crisi pretendendo di dettar legge e sputando sentenze da vincitrice. Le polemiche sul reddito di cittadinanza avviate dalla Lega, con il viceministro all’Economia Massimo Garavaglia che ha parlato di irregolarità nel 70% delle erogazioni, «fanno parte della guerra che è appena iniziata con il Movimento 5 Stelle. Da qui in poi ne sentiremo delle belle e si diranno di tutto», auspica, gongolando, l’ex ministro del Lavoro. Colei diventata l’emblema del governo Monti lacrime e sangue, che gli italiani non vogliono vedere neanche in cartolina, è particolarmente loquace e in vena di previsioni: «tutto quello che uno ha votato dell’altro adesso diverrà negativo».

Fornero: «E adesso via Quota 100»
Che la guerra abbia inizio, gongola la Fornero. Quanto al dato anticipato dal viceministro, renderlo noto «pochi giorni dopo l’inizio della crisi, senza che questo sia ufficiale, è un atto di irresponsabilità. Spero – continua – che venga reso disponibile a tutti e non solo a Garavaglia che, sapendo queste cose e sapendo che percepire un reddito senza averne diritto è un illecito, dovrebbe rivolgersi alle autorità». Poi si sfrega le mani, prevedendo che anche Quota 100 verrà smantellata. Lo scontro tra Lega e Movimento 5 Stelle secondo Fornero interesserà infatti «anche Quota 100, nonostante il Movimento 5 Stelle pensava fosse una misura che avrebbe portato popolarità». Mentre però «il reddito di cittadinanza, anche in presenza di criticità, ha delle buone intenzioni e andrebbe rivisto, queste buone intenzioni non possiamo ammetterle per la Quota 100, che avrebbe ad esempio dovuto distinguere chi aveva bisogno di andare in pensione in anticipo e chi, godendo di buona salute, avrebbe potuto continuare a lavorare», spiega l’ex ministro, per la quale la libertà delle persone di poter decidere della propria vita non conta un fco secco.

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