Salvini “stana” Renzi e 5 Stelle “Taglio parlamentari e poi voto”

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Il redde rationem è cominciato. Al Senato sono iniziate le operazioni di voto per decidere una data sul calendario per la mozione di sfiducia su Conte.

In Senato sono presenti tutti i big: anche Matteo Salvini. Il capogruppo al Senato del Carroccio, Romeo, ha già parlato chiaro confermando che la Lega “chiede che il Senato voti la mozione di sfiducia a Conte nella giornata di domani e, per rispetto” alle commemorazioni sul crollo del ponte di Genova, che l’Aula si riunisca alle 16. Sulla stessa posizione anche Forza Italia che con l’intervento della capogruppo, Anna Maria Bernini ha chiesto un voto in tempi rapidi: “C’è qualcuno che sta preparano altri progetti, contrari alla volontà popolare e alieni al voto. Noi vogliamo votare subito la mozione di sfiducia, votiamo subito dopo la mozione sul calendario”.

Ma l’intervento sui cui sono puntati i riflettori è quello di Matteo Salvini. Dopo aver preso posto tra i banchi della Lega ha preso la parola chiedendo un ritorno immediato alle urne. “Come sono lontani i riti della politica dal paese reale, che non si capisce perchè non si debbano disturbare i parlamentari a ferragosto”, ha affermato Salvini. Poi ha aggiunto: “L’Italia vuole certezze e cosa c’è di più lineare, dignitoso e bello che dare la parola al popolo”. A questo punto il ministro degli Interni si è rivolto a Renzi che ha proposto un governo istituzionale per votare la manovra e il taglio dei parlamentari. Salvini incalza Renzi: “Dico al senatore Renzi e ai 5 Stelle che possiamo fissare per la prossima settimana il taglio dei parlamentari e un minuto dopo si torna al voto, noi ci siamo. Vedo che dai banchi del Pd ora non applaudono più e qualche abbronzatura si sta stingendo… “.

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Salvini: “Accolgo proposta Di Maio, taglio parlamentari e poi voto”
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Parole chiare quelle di Salvini che chiede dunque un ritorno in tempi rapidi alle urne. Poi, dopo Salvini è il turno del Pd con il capogruppo Marcucci che ha messo nel mirino il vicepremier con parole dure: “Lei non ha paura di noi ministro Salvini e fa bene perché siamo democratici. Io invece confesso che ho paura di lei, delle sue parole, delle sue idee, dell’Italia che lei vuole. Oggi per noi è una bella giornata, perché mettere fine a questo governo a trazione salviniana è una benedizione. Qui quello abbronzato più di tutti è lei”. A seguire l’intervento della capoguppo del Misto-Leu: “È vero, lei non ha paura del voto ma ha paura dei processi, ha paura dei magistrati”. Chiede invece urne subito Fratelli d’Italia che con il capogruppo Ciriani non usa giri di parole: “La nostra posizione è mozione di sfiducia, voto subito e nuovo governo per l’Italia”. Poi è ilturno dei Cinque Stelle con Patuanelli che hanno chiesto a Salvini di ritirare la mozione di sfiducia su Conte dopo l’apertura da parte del Carroccio sul taglio dei parlamentari. Dopo l’intervento dei capigruppo si è passati al voto e di fatto il responso è stato chiaro. Il Senato ha respinto la richiesta di un voto di sfiducia su Conte già domani. Resta invece fissata per il 20 agosto la data per le comunicazioni in Aula da parte del premier. Nell’ordine, l’Aula ha respinto la proposta della Lega di votare domani alle 16 la mozione di sfiducia a Conte. Ha poi respinto la proposta di Forza Italia di votare già oggi la mozione di sfiducia al premier e, infine, ha bocciato la proposta di FdI di votare comunque la mozione di sfiducia a Conte il 20, dopo le comunicazioni del premier.

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