Il Pd esplode su Salvini ​Caos sulla raccolta firme

Il Pd adesso esplode sulla raccolta firme per la sfiducia sul ministro Salvini.

Tutto parte dalla mossa del segretario Zingaretti che per conto del Pd ha avviato una raccolta firme per la sfiducia al titolare del Viminale. Le parole di Zingaretti sono state molto chiare: “Da domani” alle feste dell’Unità, “raccoglieremo le firme per chiedere le dimissioni di Salvini, il ministro che spacca dal Parlamento”.

Ma parallelamente alla raccolta firme del segretario è nata anche quella di Matteo Renzi. Lo stesso ex premier ha sponsorizzato sui social la sua iniziativa: “Firma e fai firmare la petizione per le dimissioni di Salvini: all’Italia serve un ministro dell’Interno, non un influencer. E serve al Viminale, non altrove ad attaccare i giornalisti. Che altro deve fare di più per meritare una mozione di sfiducia?”. Poi a seguire il link per poter aderire a questa campagna promossa dall’ex segretario dem. Insomma due raccolte di firme per lo stesso partito ma attivate con due canali diversi e da due esponenti di peso del Pd. Non proprio il simbolo dell'”unità”. E così a metà pomeriggio Calenda prova ad unire le petizione con un annuncio sui social: “Ecco qui. Con 15 minuti di duro lavoro ho fuso le due petizioni per le dimissioni di #Salvini. Che ne dite ⁦@matteorenzi⁩ ⁦@PaoloGentiloni⁩ ⁦@nzingaretti⁩ facciamo questo sforzo di unità? Daje ⁦@pdnetwork”.

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La mossa ha però creato scompiglio tra i dem al punto che lo stesso Renzi ha deciso di sospendere la sua raccolta firme. L’ex premier con mal celato livore spiega la sua mossa: “Ho promesso di non parlare delle discussioni interne al Pd, perché litigare tra noi in presenza di un governo come questo è allucinante. Purtroppo anche oggi ci sono polemiche inspiegabili sul fatto che i bravissimi comitati di Azione Civile hanno presentato una raccolta firme per la mozione di sfiducia a Salvini. Ricordate la storia: alcuni di noi hanno proposto di portare il ministro dell’Interno in Parlamento attraverso una mozione di sfiducia. Il gruppo dirigente del Pd ha bloccato questa iniziativa, definendola sbagliata. E noi abbiamo di conseguenza fermato le macchine. Poi, quando finalmente il Pd ha fatto la mozione di sfiducia, era troppo tardi per votarla in Aula prima di settembre. Non mi è sembrato un capolavoro, ma ormai è andata”, ha scritto su Facebook. Poi ha aggiunto: “Ho personalmente chiesto allora una mobilitazione online per tener vivo da qui a settembre lo sdegno contro ciò che Salvini ha fatto – prosegue l’ex premier -. Abbiamo raccolto in due giorni più di trentamila firme. Oggi ci viene detto che la raccolta firme va bloccata, sostituita o unita a quella improvvisamente annunciata dalla segreteria del Pd. Avverto forte il rischio di cadere nel ridicolo. E per questo dico che stoppiamo subito la raccolta firme – che avrebbe dovuto continuare fino al 12 settembre – e così evitiamo ogni polemica”.

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