Omicidio Cerciello, è impossibile l’estradizione dei due americani negli Usa

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Al dipartimento di Stato Usa si procede con “cautela” nella vicenda dell’uccisione del vice brigadiere Mario Cerciello Rega, per la quale sono sospettati i due giovani americani Finnegan Lee Elder e Christian Gabriel Natale Hjorth. A quanto apprende l’Adnkronos, Washington per ora ha scelto la “linea del silenzio”, che potrà essere eventualmente interrotto per esprimere cordoglio per la morte del giovane carabiniere. Un intervento di peso sulla vicenda, in questo momento, “non è ritenuto strategico”. Non sono previste dichiarazioni ufficiali nemmeno sulla polemica innescata dalla foto che ritrae Christian Natale Hjorth bendato, nella caserma di via in Selci. A quanto si apprende, l’immagine del cosiddetto “scandalo” avrebbe avuto più impatto sui media Usa che sui vertici del dipartimento di Stato. Per il momento, a Washington, si preferisce “aspettare di capire” come evolverà la vicenda, anche dal punto di vista processuale. Secondo le fonti interpellate, appare poco praticabile anche la strada dell’estradizione, evocata da alcuni media. La parola d’ordine, in questo momento, è una sola: “cautela”.
Intanto, attendere la condanna definitiva
Tuttavia una eventuale estradizione dei due americani sarà possibile solo una volta diventata definitiva la condanna e solo dopo che entrambi abbiano scontato una parte di pena nel Paese dove è stato compiuto il reato, ossia in Italia. Prima allora sembra “improponibile” che i due possano essere estradati.Ne sono convinti sia il presidente della Camera penale di Roma Cesare Placanica sia gli avvocati che hanno seguito tutto l`iter giudiziario di Amanda Knox, Luciano Ghirga e Carlo Dalla Vedova, sentiti dall’agenzia Ansa. “Esistono delle convenzioni che consentono di processare gli autori dei reati nello Stato rifugio, vale a dire nel Paese di appartenenza, ma non mi risulta che questo tipo di accordo vi sia tra Italia e Usa – spiega Placanica -. Il principio prevede che lo Stato d’origine può processare il proprio cittadino sulla base delle prove che fornisce lo Stato in cui è stato commesso il reato. Ma il presupposto fondamentale è che gli autori del reato si trovino già nel Paese d’origine”. “È improponibile” dunque che Elder e Natale possano essere processati in Usa, conclude Placanica, e soprattutto è “inimmaginabile” che l’Italia li possa far partire. Posizione -dice l’Ansa – condivisa anche dai legali di Amanda che durante il lungo iter giudiziario che poi portò all`assoluzione della stessa Knox e di Raffaele Sollecito per l`omicidio di Meredith Kercher, valutarono proprio la possibilità che la ragazza potesse lasciare l`Italia. Un’eventuale estradizione negli Usa, dicono Ghirga e Dalla Vedova “potrebbe essere chiesta dalle autorità americane in base a quanto previsto dalle norme del Trattato di amicizia tra i due Stati, come è accaduto per Silvia Baraldini o come potrebbe succedere per Chico Forti”. Ma sarebbe possibile “solo una volta diventata definitiva la condanna e comunque scontata una parte di essa nel Paese dove è stato compiuto il reato”. “Sia per il caso di Amanda, sia per quello dei due ragazzi – aggiunge Ghirga – la competenza dell’Italia è piena. Non c’è alcuna alternativa”.

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Processo solo in Italia
Né cambierebbe la situazione, dicono gli esperti, un eventuale ricorso delle autorità americane per il “trattamento” subito da Natale durante l`interrogatorio nella caserma dei Carabinieri in cui è stato fotografato bendato e con le mani ammanettate. “Gli Stati Uniti potrebbero presentare una denuncia agli organi sovranazionali – dice ancora Placanica – ma per chiedere di condannare l’Italia, non per avere un processo in Usa”. Dello stesso parere Edward Luttwak: “Dubito che le autorità italiane o degli Stati Uniti lasceranno che questi dettagli abbiano qualsiasi importanza”. Così afferma di non ritenere che lo scandalo che sta provocando in Italia e negli Stati Uniti la foto che ritrae Christian Natale Hjorth bendato nella caserma dei carabinieri possa provocare una reazione da parte di Washington o addirittura aprire la strada, come suggerisce qualcuno, a una richiesta di estradizione. “Ci sono tanti errori di procedura ma questi non cambiano la situazione, sarebbe stato meglio se non ci fossero stati ma non sono decisivi non possono essere decisivi”, aggiunge il politologo ed economista americano, che conosce molto bene l’Italia e da decenni segue i rapporti tra i nostri due Paesi. “Dubito che nessuno voglia fare niente in merito” ripete riferendosi sempre all’amministrazione Usa”. “Non so come nella giustizia italiana questa foto possa figurare, nella giustizia italiana tutto è possibile – conclude, come al suo solito caustico, Luttwak – ma le autorità americane non intervengono su una foto che rivela qualche deviazione di forma”.

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