Ragusa, maltrattamenti su anziani: disposte 3 misure cautelari

Erano insultati, accusati di scarsa igiene e minacciati continuamente di morte. Questo sarebbe stato il terribile contesto che alcuni anziani avrebbero vissuto all’interno di una casa di riposo a Ragusa.

Offese abominevoli, registrate dagli inquirenti, da parte di alcune infermiere esercitanti all’interno della struttura. Citazioni quali “Animale”, “Capra”, “Puzzi come una bestia”, “Mi fai schifo”, “Scema” , “Sei pazza” erano all’ordine del giorno. Tali insulti erano destinati, per la maggior parte, a donne malate di Alzheimer, del tutto incapaci di reagire. Per non parlare delle minacce, come: “Se non ti lavi ti prendo a schiaffi”, “Ti ammazzo”, “Muoviti che mi fai schifo o ti do uno schiaffo”.

Per non parlare delle violenze fisiche: spintoni, umiliazioni, schiaffi e strattonamenti. Addirittura, una delle indagate sarebbe stata solita sedersi sopra una delle ospiti della casa di riposo, per non farla alzare. Antonino Ciavola, dirigente della Squadra mobile che ha condotto l’inchiesta coordinata dalla Procura di Ragusa, ha dichiarato: “Eppure quegli anziani erano solo malati, alcuni anche di Alzheimer pertanto non capivano cosa facevano, erano come dei bambini”.

Disposte tre misure cautelari nei confronti delle infermiere responsabili dei maltrattamenti, da parte della Procura della Repubblica di Ragusa diretta da Fabio D’Anna. I comportamenti violenti perseguiti dalle tre donne, accusate di maltrattamenti ad anziani, risultano comprovati tramite opportune videoregistrazioni. Antonino Ciavola ha riferito al riguardo: “La polizia di Stato assicura alla giustizia tre donne per un gravissimo reato ai danni di anziani indifesi, questo grazie alla partecipazione di cittadini dal grande senso civico che hanno segnalato tempestivamente ciò che accadeva all’interno della casa di riposo. Ancora una volta la sicurezza partecipata fornisce fondamentali elementi per poter individuare i responsabili di ignobili reati”.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *