Salvini: “La Sea Watch ci sfida ma non passerà: i porti restano chiusi”

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La nave Sea Watch 3 pendola dall’alba di oggi fuori dalle acque territoriali. L’imbarcazione della ong per il momento è ferma, zigzagando in mare, in attesa di capire dove sbarcare i 52 naufraghi a bordo. Ieri l’ong ha confermato di non volere fare sbarcare i migranti a Tripoli, in Libia, dove le è stato offerto un porto di attracco. “La Libia non è un porto sicuro”, ha risposto il comandante che ha poi deciso di volgere la prua verso Lampedusa e chiedere all’Italia l concessione del porto sicuro. Ecco perché Salvini considera l’atteggiamento della Ong come una provocazione politica per provare a sfidare le autorià italiane. ”Niente Malta. SeaWatch ha cambiato nuovamente rotta: ciondola nel Mediterraneo e gioca sulla pelle degli immigrati, nonostante abbia chiesto e ottenuto un porto da Tripoli”, dice il ministro dell’Interno. “Stiamo assistendo all’ennesima sceneggiata: dicono di essere i buoni, ma stanno sequestrando donne e bambini in mezzo al mare – sottolinea – Per loro, porti chiusi!”.

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