I laici partono all’attacco: stop all’ora di religione e sì Imu per la Chiesa

Via l’ora di religione, sì all’Imu per la Chiesa e a una riforma dell’8×1000.

Sono questi alcuni punti della mozione presentata da alcuni parlamentari laici per rivedere i rapporto tra Stato e Chiesa, a 90 anni dal Concordato.

La mozione, si legge su La Stampa, propone di sostituire l’ora di religione con un’ora obbligatoria di educazione civica e chiede di modificare radicalmente la tassazione per la Chiesa, a partire dall’8×1000. La quota non destinata non verrebbe più suddivisa in percentuale in base alle destinazioni indicate dai contribuenti, come avviene attualmente. Un meccanismo che fa sì che la metà dell’ammontare arrivi sempre alla Chiesa cattolica.

Secondo i promotori, tra cui spiccano la radicale Emma Bonino, il socialista Riccardo Nencini e i grillini dissidenti Elena Fattori e Matteo Mantero, non soltanto si dovrebbero rivedere le norme sul pagamento dell’Imu ma lo Stato italiano dovrebbe intraprendere un’azione volta ad attuare la sentenza della Corte europea al fine di recuperare l’Ici non pagata dalla Chiesa negli anni passati. “Tutti questi privilegi per la Chiesa Cattolica – è scritto nella mozione – contrastano con la crescente secolarizzazione della società italiana dove i cattolici praticanti sono circa il 30% della popolazione e scendono al di sotto di questa percentuale tra i giovani”.

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