Libia, Sea Watch recupera 52 migranti. Salvini: “Atto di pirateria fuori legge”

Una nuova missione della Sea Watch riporta sotto i riflettori l’emergenza partenze dalle coste libiche.

L’equipaggio, messo in mare dalla ong tedesca fondata alla fine del 2014 da Harald Höppner, ha soccorso 52 immigrati clandestini che si trovavano su un gommone a circa 47 miglia da Zawiya e stavano puntando verso le coste del Vecchio Continente. Un vero e proprio blitz dal momento che sono intervuti senza rispettare le indicazioni della Guardia costiera libica. “È l’ennesimo atto di pirateria di un’organizzazione fuori legge”, commenta Matteo Salvini.

“Questa mattina, alle 9.53, l’aereo di ricognizione Colibri aveva avvistato l’imbarcazione, informando le autorità competenti e la nave”, scrive su Twitter la Sea Watch. Che, poi, non perde l’occasione per attaccare la Guardia costiera libica che aveva comunque comunicato di aver assunto il coordinamento del caso. “Giunti sulla scena, priva di alcun assetto di soccorso, abbiamo proceduto al salvataggio come il diritto internazionale impone”, continua l’ong tedesca facendo sapere, con un altro tweet, che adesso tutti “i naufraghi” si trovano a bordo della loro imbarcazione. Adesso gli occhi dell’Europa sono puntati sulla direzione dell’imbarcazione. Di sicuro non potrà più contare sui porti italiani perché, come ricorda lo stesso Salvini, nel decreto Sicurezza bis, che il Consiglio dei ministri ha approvato ieri sera, è presente una norma che prevede la confisca dei mezzi pirati che non rispettano le leggi e le indicazioni del nostro Paese. “A parte che son due tre volte che l’hanno fermata e l’hanno rilasciata, chiedete in procura perché… io non faccio il procuratore”, commenta il ministro dell’Interno facendo notare che, anche oggi, “questi signori sono intervenuti al di fuori delle leggi e delle indicazioni, perpetuando l’ennesimo atto illegale”.

Anche oggi la Sea Watch non ha agito adottando la legge del mare. “Questi non sono naufragi – ribadisce Salvini – sono viaggi organizzati illegali a pagamento, sono viaggi organizzati a pagamento dagli scafisti – scandisce rientrando a casa da Palazzo Chigi – non ho mai conosciuto naufraghi a pagamento. Se ci sono delle leggi si rispettano le leggi”. Adesso l’imbarcazione della ong tedesca si trova in acque libiche. “Se vogliono salvare vite umane vanno in Libia o in Tunisia o a Malta… l’Italia è lontana – taglia corto il ministro dell’Interno – se vogliono venire in Italia evidentemente non vogliono salvare vite ma infrangere la legge”.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.