Salvini replica al cardinale Parolin: “Non ho né la peste né la lebbra”

Matteo Salvini si toglie qualche sassolino dalla scarpa e lo fa attraverso uno dei modi a lui più congeniali: ovvero attraverso i social.

Il vicepremier ieri in una diretta Facebook da Roma, con un pizzico di sarcasmo, ha replicato alle parole del cardinale Parolin e al vescovo di Mazara del Vallo. “Il cardinale Parolin ha detto che è giusto dialogare con tutti, anche con Salvini. Lo ringrazio, ma non penso di avere né la peste né la lebbra. Nessuno è padrone della testa, del cuore, men che meno del voto del prossimo – ha aggiunto il vice premier -. Penso al cardinale di Mazara del Vallo, che in campagna elettorale disse: ‘chi vota la Lega non è cristiano o all’ex direttore di un giornale cattolico che oggi ha scritto che: ‘l’Italia non è più cristiana, è leghista, come se fosse in antitesi credere in Dio e credere nel rispetto delle regole”.

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Ieri il cardinale segretario di Stato della Santa Sede, Pietro Parolin, a margine della cerimonia di consegna del Premio internazionale ‘Economia e società’ aveva voluto distendere i toni dopo settimane di tensione. “Il dialogo si fa soprattutto con quelli che non la pensano come noi e con i quali abbiamo qualche difficoltà e qualche problema – dice Parolin all’Agensir -. Io sono di questo parere, anche con Salvini si deve dialogare”.

In realtà, il primo passo di distensione è arrivato ieri dal cardinale Gerhard Müller che aveva esternato la propria preoccupazione per le recenti prese di posizione di alcuni esponenti della chiesa. Insomma dopo settimane di polemiche, dovute anche ad una campagna elettorale senza sconti, adesso il Vaticano apre a Salvini. Il quotidiano austriaco “Die Presse”, nel frattempo ha raccolto l’irritazione italica di diversi prelati per la retorica religiosa impiegata da Salvini durante il suo comizio alla manifestazione della destra nazionalista europea tenuta a Milano il 18 maggio scorso. Per il vescovo di Albano, Marcello Semeraro, quella compiuta da Salvini è una “riprovevole strumentalizzazione della religione”. Il vescovo di Mazara del Vallo, Domenico Mogavero, aveva invece criticato “l’arroganza” di Salvini al comizio di Milano e la sua politica restrittiva in materia di immigrazione.

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