Ma la Meloni vuole andare al governo: “Con Matteo sì, con Silvio mai più”

Roma – Giorgia Meloni sceglie Napoli per la manifestazione di chiusura della sua campagna elettorale, un appuntamento che nell’ultima domenica utile prima del voto si sviluppa attraverso modalità vecchio stampo ormai poco frequentate.

Oltre al comizio finale in Piazza Matteotti con circa 30mila persone, Fratelli d’Italia – sotto la sapiente regia del responsabile organizzazione, Giovanni Donzelli che già aveva curato l’assemblea programmatica di Torino – organizza infatti un corteo con partenza da Piazza Dante. Una «passeggiata» pensata per stare in mezzo alla gente e dare l’idea di un partito aperto.

La giornata in realtà si apre con una intervista destinata a far discutere. Giorgia Meloni, parlando con il Messaggero, consolida l’asse con Matteo Salvini e allontana Forza Italia, complice probabilmente la concorrenza elettorale in vista delle Europee. «L’unica alternativa possibile è una maggioranza Fratelli d’Italia-Lega come c’è già in molte regioni. Anche perché ci sono molte, troppe cose che ci dividono da Forza Italia. A cominciare dall’Europa ma, soprattutto, Forza Italia continua ad ammiccare al Pd con cui è andata al voto assieme in Sicilia. Senza contare l’ipotesi Draghi appena prospettata».

La prospettiva per il futuro, quindi, è quella di un centrodestra a trazione «destra». «Noi siamo pronti a governare in Europa e a costruire una maggioranza in Italia, un governo composto da noi e la Lega sarebbe una sintesi ideale perché portiamo avanti battaglie simili».

«Saremo la sorpresa di queste elezioni» continua Meloni. «In Europa «io lavoro per un’alleanza che dal Ppe si deve spostare a destra passando per Salvini-Le Pen sino al gruppo di noi conservatori. Ma se Salvini lasciasse il Ppe, la sua famiglia naturale è la nostra». Quanto all’alleanza con Orban, «se rimane nel Ppe può essere utile per creare questa alleanza».

Dal palco di Napoli Giorgia Meloni torna a lanciare un messaggio al leader della Lega, «Matteo salvati. Salviamo l’Italia dal pantano dei Cinquestelle. Siamo fondamentali, noi di FdI, per costruire una nuova maggioranza in Europa e siamo gli unici per un nuovo governo in italia. Noi abbiamo mille idee ma una sola parola. Vogliamo riportare in Italia ricchezza, felicità, sicurezza e orgoglio». Poi sposta il mirino verso i Cinquestelle. «Abbiamo provato a dire a Di Maio che la povertà non la si sconfigge per decreto. L’unico modo è creare lavoro,. Se volete aiutare le imprese, dovete abbassare le tasse. Il Sud non chiede la paghetta di Di Maio , chiede sviluppo. Qui servono le infrastrutture di cittadinanza. Bisogna pensare in grande: le spese per investimento vanno scorporate dal rapporto deficit-pil».

Giorgia Meloni lancia poi una stoccata a Roberto Saviano. «Napoli è la città della più antica Università statale del mondo, della cantieristica navale che tutti apprezzano, la città nella quale si costruisce uno dei migliori telescopi ed è la città della palestra Maddaloni che a Scampia tiene lontani i ragazzi dalla violenza. Davvero Napoli si può rappresentare nel mondo solo per la camorra, senza dire peraltro una parola sulla mafia nigeriana? Gomorra è stata prodotta in 130 paesi a cui abbiamo detto che Napoli era solo la camorra. Saviano, hai fatto i milioni sputtanando la tua città e poi te ne sei andato a vivere a New York. Non ci venire a pontificare dal tuo comodo attico di Manhattan».

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