Ora la prof anti Salvini piange: “Ho speso la vita per la scuola”

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“Mi sento molto amareggiata: la mia è stata una vita dedicata alla scuola”. A parlare è la professoressa di italiano, Rosa Maria Dell’Aria, sospesa dall’insegnamento per due settimane, dopo il compito dato agli alunni, che hanno paragonato il decreto sicurezza alle leggi razziali.

Si tratta di un video e di qualche slide, nelle quali Matteo Salvini viene accomunato al Duce.

A scatenare le verifiche che hanno portato alla sospensione della docente dell’Istituto di Palermo, era stato un attivista di destra, che su Twitter scriveva: “Salvini-Conte-Di Maio? Come il reich di Hitler, peggio dei nazisti. Succede all’Iti Vittorio Emanuele III di Palermo, dove una prof per la Giornata della memoria ha obbligato dei quattordicenni a dire che Salvini è come Hitler perché stermina i migranti. Al Miur hanno qualcosa da dire?”. Da qui era partita l’ispezione, che aveva portato alla sospensione della docente, l’11 maggio.

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Ma ora la professoressa si difende: “Non c’era faziosità politica”. Il video che mostra l’immagine di Salvini, accostata a quella di Mussolini, infatti, “è stato il risultato dell’elaborazione dei ragazzi, risultata dal lungo dibattito portato avanti dall’inizio dell’anno”. La professoressa spiega, in un video a TgR, ripreso dal Corriere della Sera, come dall’inizio dell’anno scolastico si sia parlato di diritti umani: “Sono emerse diverse opinioni in merito, si è discusso, ma nessuno è stato bloccato, represso o rimproverato”. Nessuna intenzione di orientamento politico, secondo Rosa Maria Dell’Aria, ma solamente la libera discussione e il libero pensiero, che nel caso del compito incriminato hanno dato come esito il confronto tra il decreto Sicurezza e le leggi razziali.

Diverse le critiche sollevate dall’opposizione contro la decisione presa ai danni della professoressa: “Non è accettabile in un Paese libero e civile, nato su fondamenta antifasciste, assistere a un fatto inqualificabile come la sospensione di una docente da parte degli ispettori scolastici per non aver esercitato una censura preventiva sul lavoro di un suo studente”, hanno sostenuto i senatori del Movimento 5 Stelle.

Alla prof, intanto, rimane l’amarezza per un provvedimento che non ritiene meritato e conclude: “Allontanarmi dalla scuola è la ferita più grande di questo provvedimento”.

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