Salvini ora “spegne” Toninelli e vara nuovo piano “anti-ong”

Scatta la fase due del decreto Sicurezza. Il Viminale vara l’ossatura del decreto legge sicurezza bis composta da dodici articoli.

Di fatto il piano del ministero del Viminale va a introdurre nuove norme che chiariscono in modo netto le competenze dei vari ministeri sugli sbarchi dei migranti. Sempre nel dl Sicurezza bis sono previste misure più aspere per combattere i trafficanti di esseri umani e va a rendere più dure le sanzioni e le pene per chi aggredisce gli agenti delle Forze dell’Ordine. Nel piano studiato da Salvini c’è anche la norma “spazza clan” che serve a smaltire tutti gli arretrati dei trbunali su questo fronte. Con il nuovo decerto via libera all’istituzione di un commissario straordinario e all’assunzione di 800 persone con una spesa di 25 milioni di euro. Il decreto di fatto permette di notificare sentenze ai condannati attualmente in libertà e garantire così l’effettività della pena. Tra le altre novità, il potenziamento delle operazioni sotto copertura per contrastare l’immigrazione clandestina. E non manca una novità in vista delle Universiadi 2019 a Napoli: in città arriveranno 500 militari in più. Insomma il pugno duro del Viminale si fa sentire ed è questa la risposta di Salvini agli attacchi degli utlimi giorni proprio sul fronte della sicurezza nelle città italiane, soprattutto dopo la sparatoria a Napoli che ha coinvolto una bimba di 4 anni, la piccola Noemi, che in questi giorni lotta tra la vita e la morte.

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Più poteri al Viminale e sanzioni anti-ong
Ma in questo decreto ci sono alcuni punti importanti sul piano della gestione dell’immigrazione. Il decreto va ad operare soprattutto sui salvataggi in mare mettendo in chiaro alcuni aspetti e rincarando la dose sulle sanzioni: “Chi, nello svolgimento di operazioni di soccorso in acque internazionali, non rispetta gli obblighi previsti dalle Convenzioni internazionali, con particolare riferimento alle istruzioni operative delle autorità SAR competenti o di quelle dello Stato di bandiera. Le sanzioni previste sono di duplice natura:in ogni caso, una sanzione amministrativa pecuniaria da 3.500 a 5.500 euro per ogni straniero trasportato. Competente all’accertamento della violazione e all’irrogazione della sanzione è il Corpo delle Capitanerie di porto; nei casi più gravi o reiterati e laddove la violazione sia commessa da navi battenti bandiera italiana, la sospensione da 1 a 12 mesi o la revoca della licenza, autorizzazione o concessione ad opera delle autorità amministrative competenti”.

Stretta sulle competenze di Toninelli sugli sbarchi
Poi arriva una stretta sulle competenze del Ministero delle Infrastrutture: “Si interviene in materia di Codice della Navigazione, in particolare su “Divieto di transito e di sosta” di navi mercantili nel mare territoriale, limitando le competenze del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti alle sole finalità di sicurezza della navigazione e di protezione dell’ambiente marino. Viene attribuita al Ministro dell’Interno la competenza a limitare o vietare il transito e/o la sosta nel mare territoriale qualora sussistano ragioni di ordine e sicurezza pubblica”.

Stop ai trasporti di irregolari
Infine particolare attenzione va posta all’articolo tre del decreto che modifica l’art. 51, comma 3-bis, c.p.p., “estendendo ai reati associativi di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina, anche nelle ipotesi non aggravate, sia la competenza delle procure distrettuali sia la disciplina delle intercettazioni preventive. Si consente così di contrastare “a monte” l’organizzazione dei trasporti di stranieri irregolari”. Insomma il piano anti-ong e anti sbarchi del Viminale va avanti.

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