Mare Jonio, Casarini esulta: “Porti aperti!”. Poi si ritrova le ganasce alla nave

Un saggio diceva: ride bene chi ride ultimo. Stamattina quando la Mare Jonio è entrata in acque italiane si era subito capito che la giornata sarebbe stata movimentata.

C’era da capire, però, come sarebbe finita la vicenda. E soprattutto chi l’avrebbe spuntata nell’infinita guerra tra Ong e Viminale.

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“Chiediamo ingresso in porto sicuro dove sbarcare uomini, donne incinte e bambina a bordo”, scriveva alle 7 del mattino Mediterranea Saving Humans su Twitter. In tutta risposta, però, la Guardia di Finanza ha inviato due navi per un “controllo di polizia” a bordo. Poco dopo, sempre sui social, l’Ong annuncia di essere in viaggio verso l’isola Siciliana. “Partita in questo momento Mare Jonio per fare ingresso al porto di Lampedusa – scriveva Mediterranea su Twitter, pubblicando pure un video – per completare operazioni di salvataggio con lo sbarco dei naufraghi nel porto sicuro, come prevede la legge”. Quello che ancora non sapevano, però, è che la Gdf avrebbe provveduto – una volta approdati al molo – a porre sotto sequestro l’imbarcazione.

La notizia dello sbarco aveva però fatto esultare subito i tifosi dell’immigrazione. “Dal ministro Salvini arrivano solo Balle mediatiche – diceva il sindaco di Lampedusa, Salvatore Martello – L’Italia è un paese in cui vengono rispettate le regole. E lo dimostra il fatto che è stato autorizzato l’attracco della nave Jonio al porto commerciale di Lampedusa. Viene rispettata la Costituzione. Regole Che non possono essere travisate da nessuno nè su Twitter nè su Facebook”. Anche Luca Casarini, ex No Global e capomissione di Mediterranea, era arrivato a dire che i “porti chiusi” decantati da Salvini in realtà “non esistono”. “Esistono invece – gioiva – leggi che proteggono i diritti umani, la vita delle persone che nessun ministro può ignorare”. Poco dopo, però, è trapelata la notizia delle ganasce in arrivo per Mare Jonio.

La nave di Mediterranea sarebbe accusata di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina e a bordo la Gdf avrebbe trovato alcune irregolarità. Il “sequestro di iniziativa” della Fiamme Gialle ha spinto la procura di Agrigento ad aprire un fascicolo. L’indagine verrà formalizzata non appena le Fiamme gialle trasmetteranno gli atti ai magistrati. Successivamente la procura valuterà la convalida del fermo all’esito della lettura degli atti. Immediata è arrivata la replica piccata dell’Ong: “Viminale annuncia il sequestro? – scrivono su Twitter – Curioso che lo faccia via stampa prima che a noi. Nessuna notifica. Nessuna irregolarità riscontrata. È un atto per tentare di fermarci. Ma importante per noi è che le persone siano salve. Unico crimine è far morire la gente in mare o in Libia”.

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