“Accoglienza”, “Meno sbarchi”. Ed è scontro tra la Cei e Salvini

Braccio di ferro tra Matteo Salvini e la Cei. Il presidente della Conferenza Episcopale italiana di fatto adesso riapre il fronte col Viminale.

Al centro c’è sempre l’emergenza migranti e soprattutto le operazioni di salvataggio delle Ong al centro del Mediterraneo. Bassetti manda un messaggio al governo e chiede accoglienza per i migranti che arrivano in Europa: “I migranti – e questo è un principio fondamentale della dottrina sociale della Chiesa – vanno soccorsi e salvati, non respinti o bloccati in Paesi terzi non sicuri, perchè noi ci prendiamo delle grandi responsabilità bloccandoli in Paesi terzi, perchè mettiamo a repentaglio la loro vita. Alla fine chi si assumerà la responsabilità di tutto questo?”. Poi arriva l’affondo che di fatto suona come una critica alla politica portata avanati da Salvini: “Sono diminuiti gli sbarchi in Italia, ma aumentano in maniera esponenziale i morti in mare. Chi si assume la responsabilità di questi morti? Ogni morto in mare, nel deserto o perchè vittima di torture, di violenze, è una offesa che colpisce l’intero genere umano”.

E proprio a queste parole ha risposto il ministro degli Interni, Matteo Salvini: “Sono diminuiti gli sbarchi, sono diminuiti i morti. Spero che nessuno abbia nostalgia dei 600.000 sbarchi degli ultimi anni, dei miliardi sprecati, dei troppi reati, delle migliaia di morti del passato. Oggi in Italia si arriva col permesso, i porti sono chiusi per scafisti e delinquenti”. Si apre nuovamente lo scontro tra la Cei e il Viminale. Un braccio di ferro che ormai dura da mesi e che di fatto mette in opposizione la linea dell’accoglienza della Chiesa e quella dei porti chiusi voluta dal governo.

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