Ghanesi lo circoncidono a casa E il neonato muore in ospedale

I genitori, due immigrati ghanesi, ha deciso di circoncidere il neonato che aveva appena quattro mesi.

Lo hanno fatto in casa, in modo rudimentale, senza pensare che qualcosa potesse andare storto. E, quando la situazione si è messa al peggio, sono corsi in ospedale. Quando, però, sono arrivati al Sant’Orsola di Bologna per il piccino non c’è stato molto da fare e, nella notte tra venerdì e sabato scorso, è morto. Non è la prima volta che all’interno di famiglie africane la circoncisione porta alla morte del bambino e sul caso la procura reggiana si è già messa al lavoro aprendo un fascicolo per omicidio colposo.

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Venerdì scorso, come ricostruito dal Resto del Carlino, sono stati gli stessi genitori (entrambi regolari in Italia) a provare a circoncidere il figlio nato da appena quattro mesi. Il piccolo, però, è andato in arresto cardiaco e i due ghanesi lo hanno caricato in macchina per portarlo all’ospedale Magati di Scandiano, paesino in provincia di Reggio Emilia. Le condizioni del neonato sono apparse immediatamente gravissime. Tanto che i medici hanno deciso di trasferirlo in eliambulanza all’ospedale Sant’Orsola di Bologna dove, però, è deceduto nelle prime ore di sabato. Si sono, infatti, rivelati del tutto inutili i tentativi dei sanitari dei due ospedali di salvarlo. I carabinieri di Reggio Emilia hanno avviato un’indagine per fare luce sui fatti che hanno portato al tragico decesso del piccino. La sostituta titolare del fascicolo è la dottoressa Isabella Chiesi.

Non è la prima volta che casi come questo di Scandiano portano alla morte di un bimbo. Lo scorso dicembre una tragedia analoga si era consumata a Monterotondo, comune alle porte di Roma, all’interno di una famiglia di immigrati nigeriani. In quell’occasione, al fianco dei genitori, a praticare la circoncisione era stato un sedicente medico, anche lui nigeriano, che era stato immediatamente arrestato. A farne le spese un bambino di due anni, deceduto prima di arrivare in ospedale, e il fratellino gemello, poi ricoverato all’ospedale Sant’Andrea. Altri episodi si erano verificati nel 2016 a Torino e prima ancora a Bari e a Treviso. In Italia, stando all’ultimo report della Caritas, vivono 1,7 milioni di musulmani. Di questi, secondo le stime di Mustafa Qaddurah, pediatra e dirigente del Centro Islamico di Roma, almeno il 3% pratica la circoncisione. “Alcuni tornano nei Paesi d’origine per l’intervento – ha spiegato all’agenzia Ansa – ma si parla comunque di decine di migliaia di potenziali vittime. In Italia – ha continuato – può essere fatta solo privatamente, a costi spesso troppo alti, e quindi può capitare che le persone si rivolgano a questi sedicenti dottori presenti nelle comunità”. Ai casi in cui il bambino muore, di cui si viene a sapere, si aggiungono disabilità permanenti o comunque ricoveri per setticemia.

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