A Milano il welfare è anti-italiano: “Agli immigrati 2 case popolari su 3”

Sarà la legge, sarà il bando, sarà quello che volete. Ma i numeri parlano chiaro: sui primi 300 posti del bando per l’assegnazione delle case popolari ben 207 sono stranieri.

Per Silvia Sardone il “21esimo bando integrativo per l’aggiornamento della graduatoria comunale” non è altro che una conferma del “welfare anti-italiano tanto caro alla sinistra”. In sostanza, sottolinea la consigliera comunale e regionale del Gruppo Misto, “due alloggi su tre finiscono a immigrati”. “Scorrendo la lista sembra di essere in Nordafrica o in Sudamerica – insiste Sardone – non certo a Milano: i cognomi italiani sono la netta minoranza e purtroppo sarà sempre così finché non verranno adottati correttivi ai bandi”.

Una soluzione ci sarebbe: quella adottata dal Comune, a guida centrodestra, di Sesto San Giovanni. Lì il sindaco Roberto Di Stefano e l’assessore Claudio D’Amico hanno imposto che anche gli stranieri presentino un documento, prodotto dal loro Stato di appartenenza, che dimostri la non sussistenza di una proprietà all’estero. In passato bastava presentare una autocertificazione, praticamente non controllabile. In questo modo D’Amico ha raggiunto “risultati straordinari”: “Nel 2016 la sinistra aveva assegnato 32 alloggi, di cui 29 a stranieri”, spiegava al Giornale.it. Nel 2017 tutto è cambiato: “Noi abbiamo consegnato più appartamenti di loro, ben 39, e solo due di questi sono finiti ad immigrati”.

Lo stesso potrebbe fare Milano. Ma non succede. “Sala e Majorino non perdono mai tempo prima di marciare contro il razzismo – attacca la Sardone – ma continuano a dimenticarsi che i primi a discriminare sono proprio loro”. Non solo. “Lo squilibrio evidente in questa graduatoria – insiste la consigliera – va ovviamente a sommarsi ad altri aiuti economici a misura di straniero come la Bebè Card, il sostegno al reddito, il reddito di inclusione, l’esenzione mensa, le borse lavoro. È davvero sconcertante apprendere ogni volta cifre che penalizzano gli italiani in un welfare scandalosamente orientato a favore gli immigrati”.

Senza contare che proprio ieri notte, in sole due ore di inferno, bande di immigrati hanno messo a segno diverse rapine in più zone della città. “In periferia – continua la Sardone – anche per strada è difficile sentire parlare italiano: Corvetto, San Siro, Lorenteggio sono ormai diventati dei ghetti dove spadroneggiano gli extracomunitari mentre gli italiani in graduatoria sono costretti ad aspettare anni e a vedersi puntualmente scavalcare da immigrati. A questo si aggiungono le occupazioni abusive di case popolari che hanno quasi sempre come protagonisti stranieri spalleggiati dai centri sociali. Non è normale che chi paga le tasse nel nostro paese da una vita si veda superare da chi è arrivato da qualche mese. Non è razzismo, è solo buonsenso”.

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