“Più lavoro e più soldi”: un welfare per fare figli

Milano Più figli, più nidi, più lavoro e più retribuito. Sembra il mondo delle favole per le donne, almeno qui in Italia perché, come è stato ricordato a Palazzo Marino dalle azzurre Mariastella Gelmini, Lara Comi e Melania Rizzoli, siamo il fanalino di coda in Europa (e non solo) sia per il tasso di occupazione femminile che per la fertilità.

Insomma, sbaglia chi pensa che meno lavoro femminile significhi più bebè in arrivo.

Nella realtà, è vero il contrario e un piccolo ripasso non fa male. L’età media del primo figlio è 31 anni e mezzo, la più alta d’Europa, e siamo al terzultimo posto per numero di figli per coppia: il dato statistico dice 1,3. La maglia nera europea per il lavoro non è meno inquietante: il gap di genere, cioè il divario tra tasso di occupazione maschile e femminile, è del 13,2%: l’Italia è penultima, ha fatto peggio solo la Grecia.

Per colmare il solco, Forza Italia presenta in Parlamento la proposta di legge Gelmini che punta molto sul welfare per l’infanzia e sugli sgravi contributivi e previdenziali per chi assume donne: significa asili nido ma anche retribuzioni più alte che colmino il divario con i colleghi di sesso maschile e tempi di conciliazione tra vita e lavoro. Mariastella Gelmini, capogruppo dei deputati azzurri, ne racconta la filosofia così: «Le statistiche dicono che oggi le donne sono meno felici degli uomini. Credo dipenda dal fatto che nessuna di noi vuole rinunciare a realizzarsi ma rimaniamo donne e vogliamo anche fare figli».

La proposta di legge prevede numerosi punti concreti: considerare i carichi di cura familiare ai fini del pensionamento anticipato delle donne; intervenire sul divario retributivo uomo/donna per garantire stipendi equiparati e rafforzare le misure anti discriminazione; introdurre sgravi contributivi per i primi tre anni di lavoro di donne neoassunte o di contratti a termine trasformati a tempo indeterminato; rifinanziare gli accordi aziendali per smartworking e conciliazione vita- lavoro. Ed eccoci al welfare infantile, forse il cuore del provvedimento. Due i punti principali: garantire misure premiali e sgravi fiscali per gli imprenditori che realizzano asili o doposcuola aziendali o comunque nuovi asili nido privati; e poi rifinanziare i voucher per il babysitting, così da sostenere le mamme che lavorano.

Tutte donne ma ce n’è anche per i papà. Nella proposta di legge Gelmini viene esteso il congedo di paternità agli uomini che decidano di goderne. Insomma, non tremate. Le streghe non sono tornate.

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