Attacco armato nelle moschee 49 morti in Nuova Zelanda

Un attacco senza precedenti per la Nuova Zelanda. Un commando di almeno quattro persone è entrato in due diverse moschee di Christchurch aprendo il fuoco sui fedeli e uccidendo almeno 49persone.

Altre 50 sarebbero ferite in ospedale. Nell aprima moschea, quella di Al Noor c’erano almeno 300 persone. Il commando composto da almeno 4 persone indossava tute militari. Subito dopo la strage gli attentatori si sono dati alla fuga. Uno dei killer sarebbe stato fermato subito dopo. Gli altri tre successivamente. Nella squadra della morte c’erano 3 uomini e una donna. Poco prima della strage sui social era stato postato da uno dei killer una sorta di “manifesto anti-immigrati e anti-musulmani”.

Uno dei killer sarebbe di nazionalità australiana. In uno dei tweet postati dagli assalitori si vedono alcune scritte sui caricatofri delle armi. E su uno di questi c’è il nome di Luca Traini, l’italiano che ha paerto il fuoco su alcuni migranti a Macerata. La polizia ha chiesto più volte ai social network di non diffondere le immagini della strage. Mia Garlick, portavoce di Facebook ha affermato: “La polizia della Nuova Zelanda ci aveva allertato relativamente al video su Facebook poco dopo l’inizio dello streaming live e noi abbiamo velocemente rimosso sia il video e sia gli account Facebook e Instagram dell’attentatore”.

Dopo qualche minuto dalla strage è arrivata la reazione del primo ministro della Nuova Zelanda, Jacinta Arden. “Un atto di violenza senza precedenti” ha detto Arden parlando alla nazione. “E’ uno dei giorni più bui della Nuova Zelanda”, ha proseguito, confermando che un sospetto è stato preso in custodia. Non si è sbilanciata sul numero delle vittime ma ha ammesso che “si tratta di un evento significativo”.

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