Nel parco più famoso di Torino gli spacciatori africani massacrano ragazzini italiani per rapinarli: è allarme

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Valentino senza pace tra rapine violente e pusher africani

Gli spacciatori non danno tregua ai ragazzini italiani: l’ultima aggressione risale a ieri sera, dove un ragazzo uscito dalla società di scherma è stato massacrato per il cellulare ed il portafoglio

Il buio non aiuta. Anzi. L’ultima aggressione di cui si ha notizia è dell’altra sera. Parco del Valentino, a due passi dalla Società di scherma. Gli aggressori africani erano in coppia e hanno tentato di strappare dalle spalle di un giovanotto neanche ventenne un borsone con l’attrezzatura sportiva. Lui stava andando a casa a piedi dopo l’allenamento. Loro lo hanno seguito e assalito mentre era quasi arrivato ai binari del tram. Lo hanno preso alle spalle e lui ha reagito. «Non doveva» dice qualcuno. Ma a vent’anni non puoi accettare certi soprusi. E gli aggressori lo hanno colpito in piena faccia, tra naso e zigomo. Una manata. Un pugno, due o tre, oppure chissà che altro. Poi sono scappati.

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Tentano di strappargli la borsa con l’attrezzatura da scherma, lui si oppone e viene pestato

Un ragazzo italiano di 19 anni è stato aggredito a scopo di rapina la sera di lunedì 21 gennaio 2019 al parco del Valentino.

È avvenuto a breve distanza dalla Società di scherma, dove il ragazzo era andato ad allenarsi. Il giovane è stato sorpreso alle spalle da due persone mentre tornava a casa. Era quasi arrivato alla fermata del tram quando ha sentito che gli stavano strappando il borsone con l’attrezzatura sportiva che aveva in spalla.

Si è opposto alla rapina e per questo i due lo hanno preso a pugni e calci in faccia, riportando ferite al naso e allo zigomo. Nessuno è intervenuto in suo aiuto, ma lui è riuscito a resistere e a conservare il borsone.

E questo è solo l’ultima di una serie infinita di aggressioni avvenute al parco del Valentino, dove le “risorse” assalgono i passanti alle spalle per massacrarli di botte e portare loro via tutto ciò che hanno, per poi lasciarli in una pozza di sangue. É ora di schierare l’esercito.

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