“Sciopero alla rovescia”: lezioni pro migranti in 50 scuole

Quando c’è da fare propaganda pro migranti, i docenti non si tirano indietro.

Sono quasi 50 gli istituti scolastici che hanno aderito allo “sciopero alla rovescia” proposto tre giorni fa dagli insegnanti di un liceo romano, l’Amaldi di Tor Bella Monaca.

Nell’appello i promotori, “preoccupati e scossi” per la chiusura del Cara di Castelnuovo di Porto e per il nuovo caso ‘Sea Watch’ , avevano chiesto”a tutta la comunità scolastica di dare un segnale di preoccupazione e riflessione trasformando le prime due ore di lezione di mercoledì 30 (cioè di oggi, ndr) in uno sciopero alla rovescia: fermare la didattica per ragionare e riflettere insieme agli studenti di quanto sta accadendo, leggere i giornali, apprendere e commentare il dibattito di queste tragiche giornate”. In estrema sintesi: fare propaganda pro immigrazione.”Si può continuare nella nostra routine didattica di fronte a quanto sta accadendo?”, era la domanda retorica su cui si poggiava l’appello dei docenti del liceo Amaldi che si concludeva così:”Ognuno lo faccia come vuole, ma fermiamoci a riflettere per rompere l’indifferenza e la rassegnazione. La scuola è anche soprattutto questo”. Si penserà che l’iniziativa avrà avuto un successo strepitoso? E, invece, no. L’Ansa parla di “quasi 50 istituti, la maggior parte a Roma e Provincia” aderenti, oltre a qualche professore di Milano, Napoli, Parma e Catanzaro.

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