Dove nasce la tragedia dei migranti: cos’è il franco Cfa con cui Macron sfrutta l’Africa

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La prima a denunciare il neocolonialismo valutario della Francia – “neo” ma antico per storia e origini – era stata da tempo la leader di Fratelli d’Itala, Giorgia Meloni, che ieri ha ricordato a Di Maio e alla sinistra italiana come “svegliarsi” oggi su un tema così delicato è strumentale e non cancella l’immobilismo del passato. Al centro del ragionamento, il franco Cfa, da ieri protagonista in tvm prima sventolato da Fazio per mano di Alessandro Di Battista poi dalla stessa Giorgia Meloni sulla Sette, fino ai video di Luigi Di Maio che lo ha evocato tra la folla.

Il franco CFA (la valuta utilizzata in 14 colonie francesi dell’Africa) è diventata in poche ore la moneta delle polemiche, complici la leader di Fratelli d’Italia e i due esponenti di spicco del Movimento Cinque Stelle che l’hanno chiamata in causa puntando il dito contro il presidente francese Emmanuel Macron. Ma cos’è? Di che si tratta?

Il franco CFA (che significava inizialmente ‘Franco delle Colonie Francesi d’Africa‘) è il nome di due valute comuni a diversi paesi africani, create nel 1945 e la cui convertibilità esterna è garantita dal Tesoro francese. Il franco CFA viene utilizzato oggi in sei Paesi dell’Africa centrale (Camerun, Repubblica centrafricana, Congo, Gabon, Guinea equatoriale, Ciad) con banca centrale la BEAC, la Banca Centrale degli Stati Africani. E in otto Paesi dell’Africa occidentale (Benin, Burkina Faso, Costa d’Avorio, Guina Bissau, Mali, Niger, Senegal e Togo) con banca centrale la BCEAO, la Banca centrale degli Stati dell’Africa occidentale. Il franco CFA aveva parità con il franco francese e ora 655,957 FCFA equivalgono a 1 euro. Da anni la moneta è al centro di controversie, tra chi ne invoca lo stop e chi invece la difende.

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Dalla Francia il dibattito si è spostato presto in Italia, coinvolgendo il M5S e Fratelli d’Italia. Come ieri, quando a evocare il franco CFA è stato il vicepremier Luigi Di Maio. Affrontando il tema migranti a una manifestazione del M5S ad Avezzano, il vicepremier ha tirato in ballo la Francia, “che in Africa continua ad avere delle colonie di fatto, con la moneta, che è il franco, che continua a imporre nelle sue ex colonie”. Si tratta di soldi, ha tuonato Di Maio, che Parigi “usa per finanziare il suo debito pubblico e che indeboliscono le economie di quei paesi da dove, poi, partono i migranti”.

Parole che in serata sono rimbalzate in tv. Ospite a ‘Che tempo che fa, Alessandro Di Battista si è presentato da Fazio con in mano il fac simile di una banconota da 10mila franchi CFA che poi ha strappato in diretta. «Questa è una banconota da 10mila franchi delle colonie francesi, il franco CFA – ha spiegato l’esponente pentastellato – se non affrontiamo il tema della sovranità monetaria in Africa non se esce più».

Ma la polemica sulla “moneta delle colonie” era una storica battaglia della destra, come ha spiegato, ieri, la stessa Giorgia Meloni. Ospite di Massimo Giletti a “Non è l’Arena”, Meloni ha sventolato un fac simile della stessa banconota: «Questo si chiama franco CFA – ha spiegato Meloni – è la moneta coloniale che la Francia stampa per 14 nazioni africane alle quali applica il signoraggio e in forza delle quali sfrutta le risorse di questa nazione. La soluzione non è prendere gli africani e spostarli in Europa ma liberare l’Africa da certi europei che la sfruttano e consentire a queste persone di vivere di quello che hanno».

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