Rischio stangata sulla benzina L’Ue “ipoteca” le nostre accise

Non ci sono le clausole di salvaguardia sull’Iva a preoccupare i contribuenti italiani nel caso in cui qualcosa dovesse andare storto nei prossimi mesi nella trattativa con l’Europa.

C’è un altro aspetto che forse potrebbe toccare ancora di più direttaemnte le tasche: l’aumento delle accise sui carburanti. Di fatto tra le “garanzie” offerte dal governo a Bruxelles ci sarebbe una stangata vera e propria alla pompa di benzina. Per effetto della nuova clausola, che prevede anche aumenti delle accise da 400 milioni l’anno dal 2020, il nuovo obiettivo di gettito sarà pari a 23,07 miliardi nel 2020 e 28,8 miliardi nel 2021 e 2022. Eppure il ministro degli Interni, Matteo Salvini di fatto ostenta sicurezza.

Dopo aver affermato che l’Iva non aumenterà ha sottolineato che le accise sulla benzina potrebbero essere eliminate: “L’abolizione delle più vecchie accise sulla benzina è qualcosa che mi riprometto di portare a casa nel 2019. Adesso, ahimè, siamo riusciti a bloccare solo ulteriori aumenti. Però le accise che entrano nella fiscalità generale risalgono a 20-30-40 e 50 anni fa: sono evidentemente fuori dal buon senso e dal mondo e conto di riuscire fare l’anno prossimo quello che non sono riuscito quest’anno”. Insomma se da un lato il governo si impegna con Bruxelles ad aumentare le accise in caso di sforamento del deficit, dall’altro si impegna invece con i consumatori ad eliminazione delle accise che da tempo gravano sul costo della benzina. Bisognerà attendere i prossimi mesi per capire se subiremo un rincaro alla pompa o se (finalmente) riusciremo a liberarci di quella zavorra che pesa su ogni litro per il pieno.

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