La vicesindaco di Barcellona: “Da noi i migranti della Aquarius”. Madrid la gela: “La Spagna non è porto sicuro”

Continua il braccio di ferro sull’Aquarius. La nave ong scafista che ha raccattato a largo delle coste della Libia almeno 142 clandestini islamici. La vice sindaco di Barcellona ha chiesto al governo socialista di poter accogliere i potenziali terroristi, ma Madrid la zittisce: “La Spagna non è il porto più sicuro”.

La vice sindaca di BarcellonaLaia Ortiz, ha chiesto al governo spagnolo il permesso di accogliere la nave con a bordo i migranti. Permesso che non è stato concesso: tramite fonti ufficiali della Moncloa, Madrid ha posto un freno affermando che “la Spagna non è il porto più sicuro, perché non è il porto più vicino, secondo quanto stabilisce il diritto internazionale”.

Il quotidiano spagnolo El Pais sottolinea però che la decisione del governo guidato dal socialista Pedro Sanchez ancora non è stata presa. Anche il sindaco di Napoli De Magistris fa sapere che la città è disponibile a ricevere l’Aquarius, accusando il governo italiano di un “cinismo istituzionale senza precedenti”. De Magistris invita poi l’Ong “ad avvicinarsi verso il nostro porto perché, qualora non li facessero sbarcare, saremmo noi stessi ad andarli a prendere in mezzo al mare”.

Sembra che si stia ripetendo la stessa storia di due mesi fa: la nave Aquarius è bloccata in mare, tra Linosa e Malta, con migranti a bordo che necessitano di assistenza, senza un porto sicuro in cui attraccare. Era il 12 giugno, infatti, quando la stessa nave cercò di attraccare in Italia con a bordo 630 migranti: trovò i porti chiusi, ma l’assistenza tecnica delle Marina Militare e della Guardia Costiera italiana. L’Aquarius venne scortata dalle navi italiane Orione e Dattilo fino al porto di Valencia: assistenza senza la quale non sarebbe riuscita a navigare in sicurezza. Ma adesso, alla nave della Ong l’Italia nega anche questo tipo supporto tecnico, non solamente l’approdo.

Con fonte Il Fatto Quotidiano

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