Gad Lerner prova ad attaccare di nuovo Matteo Salvini. Lo fa su Facebook. Ma viene travolto da una miriade di proteste (e di insulti). Non solo da sostenitori del vicepremier ma anche da persone di sinistra. Il post di Lerner recita: «Scrive di sé Matteo Salvini: “I treni pendolari io li ho presi, i fenomeni della sinistra no”. Nelle sue autorappresentazioni da commediante e nello sfregio delle biografie altrui si cela il trucco vincente del fascioleghismo, ingrassato dalla nostra dabbenaggine». Immediate le replice: «Vi dovete rassegnare, rosicate pure», scrive Giuseppina S. mentre Luca A. ironizza:«Poveri sinistrati, che pena fate». La replica di Franco A.: «Io le chiedo invece in quale corteo di operai c’erano Renzi, Veltroni, Prodi e Fassino. Salvini esiste perché sono esistiti i Monti, i Letta, i Renzi, i Gentiloni. Se ancora non lo avete capito, auguri!». Duro Gaetano C.: «E allora mio caro Gad Lerner, cominciate a fare seria autocritica e se realmente il vostro cuore batte a sinistra, ritornate alle origini, a lottare per le istanze della classe lavoratrice e per i più deboli. Fino ad allora, Matteo Salvini sarà senz’altro più credibile di voi che, continuando con questa acredine immotivata, riuscirete solo ad estinguervi».  Altri commenti sono sulla stessa linea, se non addirittura più duri: «Ho preso quei treni. È pericoloso. A tutte le ore. Immigrati irregolari arrabbiati e senza biglietti e controllori spaventati che ormai si sono arresi. Lei non ha la più pallida idea di quanto sia una cazzata ciò che ha scritto», sbotta uno. «Provate a prendere qualche volta quei treni prima di parlare di fascisti e razzisti a vanvera. Buon divertimento», attacca un altro. «Certe volte sembrano carri bestiame», commenta qualcuno: «Con il caldo poi ci sono odori terribili. Questi parlano perché hanno la bocca». «A Capalbio non c’è problema», ironizza un follower. «Fuori dalla realtà. Vivono nel loro mondo finto e dispensano proclami. Tristezza infinita».