I media lanciano l’allarme razzismo, ma è reale? Ecco il commento che svela la verità sulle fake news

Loading...

Ultimamente – stando alla maggioranza dei media – in Italia sembrerebbe esserci un vero e proprio allarme razzismo. La teoria è quella secondo cui, da quando c’è il Governo Conte in carica, in Italia ci sia una crescita della xenofobia. E sarebbe tutta colpa di Salvini.

Ma è davvero così? Davvero, rispetto ad anni fa, gli italiani sono più razzisti e xenofobi, fomentati dalle scelte e dalla comunicazione di chi ci governa? O forse ci troviamo in presenza di un fenomeno pompato ed alimentato dalle fake news di chi ha tutto l’interesse di screditare il governo?

Su Il Giornale, in un interessante articolo a firma di Fulvio Scaglione, troviamo la risposta a queste domande. L’articolo parla di notizie gonfiate ad arte e di allarmi di “razzismo” che in realtà erano solo casi – al più – di “goliardia e cafonaggine”.

“Per primo il più strombazzato, quello dell’atleta Daisy Osakue, italiano di origine nigeriana, colpita al volto da un uovo. Selvaggio pestaggio con motivazioni razziste, sentimmo dire nei primi giorni. È saltato fuori che era il gesto stupido di alcuni ragazzetti annoiati. Dovrà curarsi e saltare i campionati europei in programma a Berlino, leggemmo allora. Falso anche questo: Daisy, per fortuna, è regolarmente in gara con la maglia azzurra.

Poi ci fu il senegalese ferito a Napoli: storia di malavita, venduta nei primi giorni come episodio di intolleranza razzista. E ancora: a Pistoia un sacerdote denuncia colpi d’arma da fuoco contro i migranti ospiti di un centro d’accoglienza. Bastano pochi giorni ed è lo stesso sacerdote a raccontare che si trattava di colpi di scacciacane. Brutto, becero, ma sparare alla gente è un’altra cosa.

Loading...

E via via, di episodio in episodio. Secondo alcune statistiche, addirittura un episodio di violenza razzista ogni due giorni. Anche la morte atroce di immigrati sfruttati nei campi del Sud in diversi incidenti stradali è stata rubricata, con accorti artifici retorici, nel problema del razzismo giudicato ormai imperante, quando invece si tratta di un problema di legalità (dell’immigrazione e del lavoro) irrisolto da molti anni.

È chiaro che alcuni degli episodi di queste ultime settimane (per esempio la bambina colpita con un piombino alla schiena, o certe altre aggressioni) hanno avuto motivazioni di stampo razzista. Ma siamo sicuri che tali episodi siano oggi più numerosi e pesanti di ieri? L’esagerazione, la drammatizzazione, l’esasperazione dei fenomeni sono un modo come un altro per produrre fake news.

Un conto sono alcuni «episodi», cosa ben diversa è una «ondata«. Proprio come un acquazzone estivo non è l’uragano Katrina. Allo stesso modo è impossibile credere che l’Italia sia stata martellata di violenze omofobe ma, analizzando i giornali, solo fino una certa data.

Non è strano che il caso di Daisy, avvenuto a Moncalieri, a un passo da Torino, sia stato indagato così poco e solo da un quotidiano di Milano, e non dal quotidiano dominante in Piemonte, noto tra l’altro per la sua attrezzatissima cronaca?La verità è che viviamo in un regime di fake news permanente. Per questo si ha tanto timore delle fake news altrui: è concorrenza e il monopolio non la gradisce“.

Si tratta di “emergenza” montata ad arte. Gli italiani non sono improvvisamente diventati razzisti, né si sono scoperti intolleranti dalla sera alla mattina. Ma si sa, i media possono farci credere di tutto e costruire casi altrimenti inesistenti.

Fonte: Il Giornale

Fonte foto: Panorama

Fonte: https://adessobasta.org/

Loading...

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.