Attacco a Mattarella sui social. Aperta un’indagine sui troll russi

La prossima settimana la Procura di Roma aprirà un fascicolo sui presunti attacchi dei trollrussi contro il presidente della Repubblica Sergio Mattarella.

Lo annuncia Repubblica. Come è noto, nella notte tra il 27 e il 28 maggio scorso – quando il Capo dello Stato prese una netta posizione contro la candidatura di Paolo Savona a ministro dell’Economia – circa 400 utenti Twitter, “tutti riconducibili ad un’unica origine”, chiesero le sue dimissioni. Dietro questa manovra ci sono i russi? Forse.

Quello che però notava ieri Wired è che, nell’inchiesta di questi giorni, rilanciata tra gli altri dal Corriere della Sera, qualcosa non torna. Per esempio: “Non sempre, infatti, se nella colonna del database dedicata alla lingua compariva il valore ‘italian’, il tweet era scritto in italiano. Ce ne sono molti scritti in inglese, oltre a qualcuno in tedesco“. E ancora: “Il tipo di tweet. Più di 13mila su un totale di 18mila sono retweet. Ovvero il rilancio di contenuti prodotti da altri. Ad esempio dall’utente @Elena07617349, il cui account risulta oggi sospeso, citata dal Corsera come figura al centro della vicenda. Il fatto è che il suo nome non compare mai nella colonna che contiene il nome degli autori dei tweet. Appare invece numerose volte nel testo dei cinguettii. Il che significa che questi tweet sono risposte a contenuti da lei pubblicati“. Il numero dei presunti troll è inoltre minimo: come è possibile che 400 persone possano determinare in maniera così rilevante l’opinione pubblica di un Paese?

Lo scontro politico sui presunti troll russi

La Russia, volente o nolente, è al centro del dibattito politico italiano. In merito alla vicenda dei presunti troll, il Partito democratico chiede che il premier Giuseppe Conte riferisca al Parlamento. Insomma, la sinistra teme davvero che il Russiagate – uno scandalo che per ora è più uno spauracchio che realtà – abbia toccato anche il nostro Paese. Per l’eurodeputato di Forza Italia Stefano Maullu, invece, tutta questa faccenda è “spazzatura allo stato puro, niente di più. La russofobia – ha aggiunto il forzista – ha ormai definitivamente ammorbato le diplomazie, i governi e perfino i media nazionali della maggior parte dei Paesi europei, ed è una presenza davvero fastidiosa e ingombrante“.

Certezze non ce ne sono. Quel che è certo è che il governo Conte sta cercando di aprire alla Russia, mentre le inchieste in Italia tendono a colpire Mosca. Il caso dei foreign fighter italiani andati a combattere in Donbass ne è un esempio. Molti infatti si sono chiesti perché sono stati colpiti solamente coloro che sono andati a combattere al fianco dei filorussi e non coloro che hanno sostenuto Kiev. E ora si parla di troll russi che avrebbero, con i loro tweet, alterato l’opinione pubblica e avviato una campagna contro il presidente della Repubblica.

Fonte: http://www.ilgiornale.it/

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