Scoop di Primato Nazionale: il padre dell’atleta Daisy Osakue fu arrestato per sfruttamento della prostituzione?

Secondo il quotidiano di Casapound, Il Primato Nazionale, il padre dell’atleta nigeriana colpita dalle “uova xenofobe” a Moncalieri, Daisy Osakue, fu arrestato il 17 gennaio 2012, come si legge in un vecchio articolo di Repubblica.it (vedi foto sotto), per sfruttamento della prostituzione.

Roma, 2 ago – Iredia Osakue, padre di Daisy, l’atleta colpita da un uovo che ha scatenato da giorni le polemiche sulla “deriva razzista” dell’Italia, in passato potrebbe essere stato arrestato per sfruttamento della prostituzione. Il condizionale è d’obbligo perché al momento l’unica fonte a riguardo è un articolo di Repubblica datato 17 gennaio 2002 su una retata dei Carabinieri nella provincia di Torino: “Sette persone arrestate, altre 110 denunciate a piede libero e oltre duecento prostitute identificate.

È il bilancio de «La grande retata», un’ offensiva del Comando provinciale dei carabinieri di Torino contro la prostituzione (…) A Moncalieri i militari hanno arrestato due «maman» nigeriane, Odion Obadeyi, 28 e Lovely Albert, 30 anni, il convivente di quest’ ultima, Iredia Osakue, 29 anni, tutti e tre clandestini e Silvano Gallo, 50 anni, di Nichelino che aveva formato una gang specializzata nello sfruttamento di decine di prostitute di colore il cui ingresso clandestino in Italia era favorito da un «phone center» di San Salvario”. 

Solo un caso di omonimia? Piuttosto difficile, visto che l’età è compatibile, Moncalieri non è certo New York e la convivente arrestata, la “maman” Lovely Albert con buona probabilità è la madre di Daisy. Basta andare sul profilo Facebook dell’atleta per scoprire che la madre sui social si chiama Magdalyne Albert, utilizzando probabilmente un secondo nome o un soprannome ma mantenendo il cognome dell’articolo di Repubblica. Tre indizi fanno una prova. “Siamo arrivati dalla Nigeria 24 anni fa. È capitato di essere vittime di episodi razzisti verbali, ma non ci faccio caso. Le persone parlano, non bisogna darci troppo peso”, aveva dichiarato il padre di Daisy in questi giorni, dimenticandosi forse di specificare meglio le proprie attività negli anni appena successivi al suo arrivo in Italia.

Non abbiamo informazioni al momento su come sia andato a finire il processo seguito all’arresto, ma di sicuro l’immagine fornita in questi giorni dai media della famiglia di Daisy ne uscirebbe leggermente rivisitata. Quella dell’atleta buona iscritta al Pd e del padre mediatore culturale per una cooperativa in un centro di accoglienza di Asti, preoccupato dal razzismo degli italiani tanto da arrivare a dire “da adesso in poi farò attenzione che non tornino a casa dopo le 20”. Forse Iredia Osakue farebbe meglio a spiegare come ha fatto a diventare un mediatore culturale e soprattutto ad aprire una propria agenzia di supporto agli immigrati nigeriani la “Daad Agency” (sponsorizzata anche dal fratello di Daisy sul suo profilo Facebook), con quali fondi? Se si tratta di un clamoroso caso di omonimia siamo pronti a fare ammenda, in caso aspettiamo una smentita da parte di Iredia Osakue.

Di Davide Romano

con fonte Il Primato Nazionale

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