Ragusa, migranti pestano 2 italiani e fatturano il volto ad un militare. Vediamo chi grida al razzismo anti-italiano!

Violenza choc Ragusa. Un gruppo di spacciatori nordafricani, le tante risorse importate dalla sinistra, massacra di botte una coppia di italiani, poi accerchiano i carabinieri e fatturano il viso di un militare a calci e pugni. Ora vediamo se i parassiti vomitevoli del Partito Democratico gridano all’emergenza razzismo contro gli italiani.

Mentre la sinistra sbraita urlando all’escalation razzista, a Vittoria un gruppo di immigrati circonda e malmena due carabinieri e una coppia di italiani. Sono i due volti dell’Italia, quella che si mette in auto per lanciare uova contro la campionessa italiana di origine africana e chi prova a difendere i militari dall’aggressione dei migranti.

Siamo a Vittoria, nel ragusano, dove una pattuglia di Carabinieri stava cercando di arrestare un tunisino quando sono stati circondati e pestati da un gruppo di africani. La pattuglia, in una piazza nota per lo spaccio di droga, si era messa sulle tracce di un pregiudicato tunisino di 33 anni. I militari lo hanno perquisito e gli hanno chiesto i documenti. Addosso l’uomo conservava ben 70 grammi di hashish, tutto ben diviso e pronto per essere venduto illegalmente.

Come ovvio, l’Arma ha tratto in arresto l’immigrato. O almeno ci ha provato. Il tunisino infatti si è dato alla fuga, coperto dai connazionali che in quel momento erano in piazza e hanno assistito alla scena. Gli immigrati hanno circondato i carabinieri e li hanno feriti. Uno dei due militari ne avrà per 7 giorni, mentre l’altro ha riportato una prognosi di 30 giorni. I migranti lo hanno pestato fino a fratturargli lo zigomo.

Ad aiutare le forze dell’ordine di hanno provato due italiani, un uomo e una donna di 62 e 60 anni, che eroicamente hanno cercato di intervenire in difesa dei Carabinieri. Gli immigrati si sono dunque accaniti anche contro di loro: la donna ha riportato la frattura del setto nasale. Il tunisino, alla fine, è stato prontamente arrestato.

Con fonte Il Giornale

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