Ma quale razzismo? Italiana zittisce la sinistra: “Anch’io bersagliata dalle uova. Il caso di Daisy? Una coincidenza”

MONCALIERI – Parla la signora Brunella Gambino, una delle tre ragazze italiane bersagliate da un lancio di uova dalla ormai rinominata “la banda dell’uovo”: “Anch’io sono stata colpita da un lancio di uova. Il caso di Daisy Osakue è solo una coincidenza”.

TORINO – «È incredibile, abito nella stessa via di Daisy Osakue, la vedo spesso, ma credo sia solo di una coincidenza» Brunella Gambino, 48 anni ancora da compiere, impiegata, è una delle tre donne che sono state bersagliate dalla «banda delle uova» lo scorso 25 luglio. Vive a Moncalieri, nello stesso complesso residenziale della campionessa di origine nigeriana e quella sera era andata a mangiare una pizza con due ex compagne di scuola al Nom Nom di strada Genova.

«Una serata normalissima e dopo cena ci siamo fermate a chiacchierare di fronte all’uscita». Erano le 23,30 e improvvisamente un’auto con i fari spenti ha accelerato violentemente nella loro direzione: «Abbiamo sentito il rombo del motore e poi abbiamo visto questa macchina scura che si dirigeva a forte velocità verso il centro di Moncalieri. Una delle mie amiche è stata colpita al braccio e si lamentava per il dolore».

Il ricordo di quello che è successo in quei momenti concitati è molto confuso: «Ovviamente ci siamo spaventate, non capivamo quello che fosse successo — aggiunge la moncalierese —. Da subito abbiamo pensato che ci avessero lanciato contro una bottiglia di vetro. Poi abbiamo capito che si trattava di un uovo, ma era stato tirato con una violenza inaudita. Il braccio della mia amica era completamente rosso e stavamo cercando di aiutarla, quando c’è stato il secondo episodio».

La misteriosa auto, riconosciuta come un Fiat Doblò, è riuscita a fare il giro dell’isolato ed è ritornata al punto di partenza e ha sferrato un «attacco» in fotocopia: «Questa volta ci siamo accorte dell’arrivo e abbiamo visto una persona che sporgeva il braccio fuori dal finestrino e lanciava un altro uovo contro il marciapiede. Indossava un cappellino ma era troppo buio per riconoscerlo. Queste persone devono essere fermate».

Con fonte corriere.it

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