Di Maio rifiuta l’invito del Pd: il ministro diserta la festa dell’Unità

Luigi Di Maio non si farà vedere durante l’edizione della Festa nazionale dell’Unità: la tradizionale rassegna estiva, che avrà luogo nella città di Ravenna.

L’invito era stato inoltrato dal Partito Democratico.

Pare che il programma ipotizzato prevedesse un confronto tra il ministro dello Sviluppo del “governo del cambiamento” e l’uomo politico che era stato al vertice di quel dicastero nel periodo antecedente: Carlo Calenda. Oppure, ancora, con l’ex viceministro Teresa Bellanova. In questo secondo caso, però, la tribuna avrebbe riguardato il dossier sull’Ilva di Taranto. Niente di fatto. Il leader grillino ha declinato e non parteciperà. L’ex candidato alla presidenza del Consiglio per il MoVimento 5 Stelle, secondo quanto trapelato dagli ambienti del Pd, si è ‘giustificato’ dicendo di dover fare un viaggio all’estero. “Ne prendiamo atto – ha dichiarato Andrea De Maria, organizzatore dei dibattiti per la Festa nazionale dell’Unità, come riportato da Repubblica. “Ma abbiamo l’impressione – ha voluto specificare – che non sia gradito un confronto con un nostro esponente autorevole che avevamo pensato sui temi del lavoro e del decreto dignità, che lunedì si vota alla Camera”.

Il ministro, in fin dei conti, potrebbe aver eccepito un impegno già preso pur di non prendere parte a una discussione su un tema così spinoso. Questo, almeno, è quello che sembrano sostenere alcuni esponenti del Pd. Il partito guidato pro tempore da Maurizio Martina, in ogni caso, ha invitato anche il ministro Danilo Toninelli. Quest’ultimo, a meno di forfait dell’ultim’ora, dovrebbe recarsi a Bologna, per un altro dibattito organizzato sempre in virtù di una Festa dell’Unità. Il fatto di aver provato a coinvolgere questi due esponenti grillini non ha lasciato indifferenti i militanti del Partito Democratico, che stanno reagendo in modo diverso a seconda dei punti di vista. Il sindaco di Bergamo Giorgio Gori, per citare un caso, aveva proposto il presidente dell’Inps Tito Boeri al posto del vicepremier pentastellato. Non tutti, insomma, sarebbero stati d’accordo con la presenza del ministro Di Maio.

Fonte: http://www.ilgiornale.it/

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