Ora Saviano è davvero nei guai: indagato dalla procura di Roma per gli insulti a Salvini. Scorta a rischio?

Ora sono guai per lo scrittore copia e incolla Roberto Saviano: la procura di Roma lo ha indagato per le parole diffamatorie contro il ministro Matteo Salvini. Il radical chic anti-italiano pro invasione islamica teme che gli tolgano la scorta.

Roberto Saviano è stato iscritto nel registro degli indagati della procura di Roma per il reato di diffamazione in relazione alla denuncia presentata dal ministro degli Interni Matteo Salvini il 19 luglio. Il vicepremier ha fatto riferimento a tutta una serie di affermazioni fatte dall’autore di Gomorra e ritenute lesive della dignità e del prestigio el ministro dell’Interno. Saviano, tra le altre cose, definì Salvini come “il ministro della malavita”.

Saviano è piuttosto agitato in questi giorni: tra un attaccoal governo e l’altro, spalleggiato da tutta la sinistra sconfitta, una settimana fa ha tuonato con veementi insulti contro una bufala su di lui scritta da una pagina facebook. Da parte sua Salvini aveva annunciato la querela così: “Ho querelato Saviano, come promesso. Accetto ogni critica, ma non permetto a nessuno di dire che io aiuto la mafia, una merda che combatto con tutte le mie forze, o di dire che sono felice se muore un bambino. Quando è troppo, è troppo”, aveva infatti scritto il vicepremier e ministro dell’Interno Matteo Salvini in un tweet.

Saviano teme che gli tolgano la scorta?

Nell’oggetto della querela per diffamazione a mezzo stampa si fa riferimento a un post pubblicato da Saviano il 12 giugno scorso. Un post, si legge nella denuncia di Salvini, “che prendendo le mosse dalla questione della gestione – da parte dell’Amministrazione dell’Interno – delle politiche migratorie e campi rom contiene affermazioni che coinvolgono l’attività dell’Amministrazione del Ministro assolutamente non rispondenti al vero”. Il post “adombra l’ipotesi che il Ministro – si spiega – ponga in essere la propria attività istituzionale al di fuori delle regole e degli schemi di buon andamento e di raggiungimento degli interessi cui l’Amministrazione dell’Interno stessa è deputata, piegandola a fini meramente politico personali tant’è che viene espressa meraviglia, nella circostanza, che gli alleati di Governo cittadini non si dissocino da detta linea”. “In questo contesto – si legge ancora nella querela – viene adombrata l’ipotesi – da parte del Saviano – che gli venga tolta la scorta quale motivo di ritorsioni politica e che ciò costituisca una minaccia da parte di chi viene definito ‘… Ministro della Malavita…’ che userebbe ‘… parole da mafioso…’”. Salvini spiega nella querela che l’attacco continua con un post datato 22 giugno in cui Saviano “continua a definirmi … Ministro della Malavita…). Nella denuncia si fa notare come la questione abbia avuto “grande risonanza e immediata eco sugli organi di stampa nazionali ed internazionali” e che le dichiarazioni dello scrittore (si fa riferimento anche a una intervista in cui Saviano aveva adombrato uno “scandaloso patto di non aggressione tra ‘Ndrangheta e Ministero dell’Interno Italiano’) siano al di fuori “di qualsivoglia esercizio lecito del diritto di critica”. Anzi vi è “una gratuita aggressione alla mia persona, infamante ed umiliante, travalicandosi palesemente il legittimo limite del dissenso sulle iniziative amministrative poste in essere dal Gabinetto a cui appartengo”. Alla denuncia sono allegati i post e l’intervista al Süddeutsche Zeitung con le affermazioni che Salvini ritiene “lesive dell’onore e della reputazione del sottoscritto e del Ministero dell’Interno stesso”.

Con fonte Il Secolo D’Italia

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.