Camping River, i vigili: «mai usata forza per lo sgombero, fake news, quereliamo»

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Avvisano di avere la registrazione audio-video delle operazioni di sgombero del Camping River che sono state, tutte, riprese, dalle telecamere. i cui video saranno poi «consegnati alla Procura della Repubblica» di Roma. Smentiscono, con decisione, quelle che definiscono «false voci» su fantomatiche e inesistenti violenze compiute dagli uomini della Polizia Locale di Roma Capitale nei confronti degli zingari sgomberati perché occupavano, abusivamente, il Camping River. E annunciano querele contro chi si azzarderà – o, proseguirà – a sostenere la bufala, la fake news delle immaginarie violenze.

Il giorno X dello sgombero delle famiglie di zingari che occupavano abusivamente l’area del Camping River fila via liscio come l’olio. Qualche messinscena – come i materassi gettati davanti all’ingresso del Camping su cui si sdraiano, beati, gli zingari restituendo l’immagine di una Roma degradata oltre ogni limite – qualche protesta sapientemente orchestrata dalle solite associazioni di sinistra, con i bambini zingari ai quali viene ordinato di strillare a più non posso a favore delle telecamere, ma null’altro di più.

Lo sgombero inizia di sorpresa, inaspettato, con un giorno di anticipo rispetto alla sospensivadella Corte Europea di Strasburgo che aveva deciso di sospendere l’operazione «fino al venerdì 27 luglio 2018».

Ufficialmente si tratta di operazioni di assistenza sociale per gli abitanti del campo. Le gravi parole del presidente dell’Associazione 21 luglio, Carlo Stasolla, che bolla l’iniziativa del Campidoglio come uno «sgombero forzato», solleva subito le polemiche.
Anche gli zingari sgomberati provano a sostenere che vi sia stata violenza da parte degli agenti: «Questa mattina sono venuti per buttarci fuori, ci hanno trattato come animali. C’è stata violenza, hanno spinto le donne e usato lo spray al peperoncino su una signora. Qualcuno è uscito volontariamente, qualcuno è svenuto, le donne strillavano. Io sto andando a prendere la mia roba non so dove andrò», dice la 31enne Florin che si era accampata, senza alcun diritto, al Camping River.

Replica il Corpo della Polizia Municipale smentendo la falsa ricostruzione sia degli zingari che delle associazioni di sinistra: le operazioni al Camping River si stanno svolgendo «in maniera del tutto pacifica» e sono «false le voci secondo le quali sarebbe stata usata violenza ai danni dei residenti e utilizzato lo spray al peperoncino»
L’ingresso al campo, sottolinea la Polizia locale «è avvenuto, tra l’altro, con personale dei servizi sociali di Roma Capitale, che ha da subito offerto assistenza alloggiativa alternativa, accettata da alcuni nuclei familiari». Al momento una ventina di persone hanno accettato l’offerta di accoglienza presso altre strutture del sistema allestito dai servizi sociali di Roma Capitale.
«L’intera attività è stata video registrata, a testimonianza della correttezza e del rispetto utilizzati verso donne, uomini e soprattutto bambini. Tutti i filmati – avverte la polizia locale – saranno consegnati alla Procura della Repubblica». Come dire: non provate a diffondere fake news.

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«Legalità, ordine e rispetto prima di tutto!», scrive sui social il titolare del Viminale, Matteo Salvini.
E il Pd? Anche stavolta non perde occasione di schierarsi accanto agli zingari contro gli italiani: «Stanno sgomberando il Camping River – strilla un imbarazzante Orfini che, del Pd, è presidente – Senza dire nulla alle famiglie sulle soluzioni alternative, senza un progetto. Senza nulla se non la voglia di prendere voti umiliando i deboli. Questo sono la Raggi e Salvini. Non vogliono risolvere i problemi, vogliono diffondere l’odio». «Oggi – aggiunge su Twitter con grande sprezzo del ridicolo – a Roma non c’è stato uno sgombero. C’è stata una deportazione».
E subito il web insorge: «L’odio lo avete diffuso VOI permettendo la creazione di sacche dove lo Stato non esiste!», lo prende di petto MrMagoo su Twitter. «Veramente sono stati offerti 800€ a famiglia x affitto, che hanno rifiutato, io vivo con 500 € VERGOGNA !!!!», lo zittisce Gabriella Sartini. «Devi capirlo il povero Orfi…essere per tutta la vita il sosia sconosciuto di Beruschi non è bello….alla lunga consuma…», lo deride Marco Del Prato. Mentre l’utente “Contessa canistracci” umilia senza pietà il presidente Pd: «Senza andare tanto lontano il mi babbo di 80 anni 500€ pensione con due nipoti minori a carico è stato sfrattato per finita locazione e senza dare alternative o aiuti dal vs civilissimo e inetto sindaco di Firenze. SHIT HAPPENS – I would say. Non mi fanno pena».

Ora davanti al Camping River, all’interno del quale non c’è più nessuno zingaro, i vigili manterranno un presidio anche nei prossimi giorni: «metteremo un servizio h24 qui, in modo consistente e per numerosi giorni, affinché l’area sia libera e si possa rispettare pedissequamente l’ordinanza della sindaca – ha spiegato il comandante dei vigili di Roma Antonio Di Maggio presente sul posto – Tantissime persone se ne sono andate in questi giorni, facendo seguito al nostro invito. Alcune delle persone che sono in attesa qui fuori stanno aspettando le auto e i furgoni per andare via. Ad altre i servizi sociali stanno riproponendo l’opportunità di usufruire delle strutture offerte dall’amministrazione».

«Tutto si è svolto nella massima regolarità – ha voluto precisare Di Maggio – le persone sono state invitate ad uscire e non abbiamo usato nessuna forma di coazione fisica, vuol dire che non abbiamo usato manette, nè allontanato le persone con la forza, non abbiamo usato spray al peperoncino né armi da fuoco, né manganelli, che non abbiamo. Abbiamo usato la forza del convincimento ad uscire, cosa che le persone hanno fatto» promettendo di querelare «chiunque scriva il contrario».

Fuori, davanti all’ingresso, gli zingari continuano a protestare. Accatastati, fuori dal cancello, ci sono materassi, reti, coperte, passeggini. Alcuni zingari si sono seduti sulle sedie all’aperto, altri si sono stesi su un materasso. Già una famiglia di 5 zingari che occupava il Camping Riverse n’è andata in una struttura di accoglienza offerta dal Comune a spese dei cittadini romani. Ventiquattro, in tutto, gli zingari che hanno deciso di trasferirsi lì. Negli ultimi 5 giorni altre 10 persone – oltre a 14 già partite e a 5 che stanno per farlo – hanno accettato il rientro volontario assistito nel loro paese di origine intraprendendo questo iter. Ma nessuno può escludere che presto ce li ritroviamo, di nuovo, fra i piedi.

Fonte: http://www.secoloditalia.it/

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