Catturato il violentatore di Reggio Emilia: è un richiedente asilo ucraino

E’ un richiedente asilo ucraino di 26 anni, arrestato questa mattina, il violentatore che, domenica notte a Reggio Emilia, ha abusato sessualmente di una 24enne reggiana in via Lodovico Petit Bon nella zona su-est della città emiliana, ai margini dello stadio comunale da baseball Giorgio Caselli, una strada alberata, piuttosto isolata e senza vie d’uscita immersa nella campagna.
E’ stato il ministro dell’Interno, Matteo Salvini a rivelare l’epilogo del gravissimo abuso compiuto sulla giovane emiliana: «Ragazza violentata domenica a Reggio Emilia, arrestato un richiedente asilo ucraino di 26 anni», ha scritto, sulla propria pagina Facebook, il responsabile del Viminale che poi esprime i suoi «complimenti alla polizia di Stato. Per la sinistra la nostra linea sarebbe “troppo dura”. Sbagliato, inaspriremo leggi troppo deboli: via dall’Italia i clandestini delinquenti, via ogni forma di protezione a chi si macchia di questi reati schifosi!».

Fermato dalla Squadra Mobile della Polizia di Reggio Emilia nelle scorse ore, l’immigrato che aveva presentato richiesta di asilo, è ora indiziato di violenza sessuale nei confronti della 24enne reggiana e, al momento, sono in corso accertamenti sulla posizione dell’uomo da parte degli agenti della polizia reggiana e del procuratore Giulia Stignani.

Il violentatore ucraino ventiseienne è stato identificato nella notte al termine di 36 ore ininterrotte di attività investigativa degli uomini della squadra mobile. All’identificazione e alla cattura del presunto autore della violenza sessuale sulla ragazza 24enne si è giunti grazie alla conoscenza del territorio del personale della squadra mobile che ha consentito di individuare il rifugio di fortuna del fermato in un’area campestre isolata.

La 24enne era uscita per una passeggiata, com’era solita fare, quando è stata aggredita alle spalle dallo straniero che, dopo averla ferocemente picchiata per vincere la sua resistenza – la giovane è stata refertata con il naso rotto, il labbro spaccato, lividi e graffi su tutto il corpo – l’ha buttata dietro un cespuglio e lì l’ha violentata. E’ stata lei stessa a fornire agli investigatori, pur pesantemente ferita e sotto choc, la descrizione sommaria dell’uomo raccontano che era uno straniero sulla trentina. Ed è subito scattata la caccia all’uomo terminata con il fermo del richiedente asilo ucraino di 26 anni che si nascondeva in un rifugio di fortuna in campagna.

secoloditalia.it

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