Laura Boldrini “piange” e fa la vittima: “L’ondata di violenze nei miei confronti è colpa della Lega e del M5S”

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Cosa non si fa per un titolone sui giornali. Laura Boldrini, la politica più odiata dagli italiani, frigna e fa la vittima: “Questa grande ondata di violenza che mi è stata scaricata addosso è stata frutto di una strategia politica, messa in atto sia da M5s sia dalla Lega”. Un piccolo esame di coscienza per capire il motivo del disprezzo degli italiani nei suoi confronti no?

Intervistata dall’Agi, la deputata di LeU dà la sua versione dei fatti in merito agli hater che dal 2014 “quando Beppe Grillo mise nel suo blog un video con una mia sagoma che culminava con la domandina ‘che cosa faresti alla Boldrini in macchina?’” la riempiono di insulti e attacchi sui social. Il suo lungo intervento, però, inizia con un punto fermo: “Questa grande ondata di violenza che mi è stata scaricata addosso è stata frutto di una strategia politica, messa in atto sia da M5s sia dalla Lega”. Per Laura Boldini, quindi, non ci sono dubbi: il popolo del web ce l’ha con lei a causa della Lega e del Movimento Cinque Stelle. Strano.

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“Quella domanda – contnua la Boldrini all’Agi – scatenò un mare di sconcezze, di volgarità e di minacce ai miei danni. Casaleggio si dissociò da questa operazione a causa della violenza scatenata da quella domanda. Casaleggio rispose che avevano sbagliato, ma solo nella misura in cui il Movimento si era reso palesemente artefice dell’iniziativa. Secondo lui, infatti, bisognava testare gli umori della Rete, ma sarebbe stato meglio farlo sottotraccia e non in chiaro come fece Grillo”.

Con il 2014, quindi, la deputata di LeU è convinta che sia inizito il suo processo mediatico. La Boldrini ne è sicurissima: “Da quel momento la mia persona fu oggetto di attacchi di ogni tipo”. Sarà andata veramente così? Intanto, l’ex presidente della Camera dei deputati, tra una domanda e l’altra, si diverte a pungere Luigi Di Maio. “Mi fa molto sorridere che proprio Di Maio gridi al bavaglio contro la Rete, ma non mi stupisce che attacchi l’Ue su questo fronte – dice all’Agi -. L’Ue sta semplicemente cercando di regolamentare alcuni ambiti, tra cui quello di preservare la proprietà intellettuale, che va concepita come un valore aggiunto e come tale va tutelata. Io ho combattuto da subito le fake news, perchè mi rendevo conto di come andassero a colpire i cittadini ignari e in buona fede e fossero dannose e mi sono spesa per far nascere il primo progetto di educazione civica digitale nelle scuole, che è diventato una buona pratica nel mondo”.

Con fonte Il Giornale

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