Capalbio, si finge profuga e chiede aiuto nella spiaggia dei radicali chic di sinistra: riceve soltanto insulti (Video)

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CAPALBIO (Grosseto) – Un inviata del quotidiano Il Tempo si finge profuga nella spiaggia frequentata da comunisti, intellettuali, vip, radical chic e politici di sinistra, chiedendo da mangiare e ospitalità. Ma riceve soltanto una marea di insulti e qualche monetina per levarsela di torno.

Metti il ritrovo della Sinistra. E mettici dentro una profuga che chiede ospitalità e qualcosa da mangiare. Ti aspetteresti un tripudio di aiuti ed una solidarietà concreta. Ed invece, in barba ai tanti slogan della Sinistra radical chic sull’accoglienza dei migranti in Italia, solo in pochi hanno scalfito il muro dell’indifferenza. Abbiamo trascorso una giornata a Capalbio, provincia di Grosseto, località balneare divenuta nel tempo meta di vip e intellettuali di Sinistra, tanto da essere considerata il ritrovo estivo della Sinistra italiana.

Qui, in questo borgo medioevale affacciato sul mar Tirreno, si ritrovano personaggi famosi e non, accomunati dalle loro idee politiche, che è possibile incontrare sia in centro che nelle spiagge impegnati in lunghi dibattiti, letture o lauti pranzi in villa e al ristorante. Qui, tra un tuffo ed un pisolino, dopo l’amaro e un giro in barca, un sabato italiano di metà luglio, i frequentatori di Capalbio si ritrovano davanti agli occhi una profuga che chiede aiuto e ospitalità. Lei, che in realtà è una nostra complice, ha una mano tesa e l’altra impegnata a mantenere un cartello con su scritta una richiesta di aiuto in due parole: “manciare dormire”.

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Manciare scritto con la C e non mangiare, proprio così. Non è un errore ma solo un escamotage che abbiamo adottato per renderla più credibile. Ci sta, infatti, che una migrante che approda in Italia non sappia parlare o scrivere correttamente in Italiano. L’importante è che il personaggio sia quanto più possibile credibile e che, di conseguenza, qualcuno l’aiuti a trovare un alloggio dove stare ma anche qualcosa da mangiare. Ed abbiamo scelto come complice una donna di colore e non un uomo di colore per evitare che le possibili mancate offerte di ospitalità derivassero dalla difficoltà o diffidenza per le donne sole di mettersi in casa un uomo.

Le diciamo di non chiedere soldi ma un letto e del cibo mostrando il cartello che ha in mano a tutti coloro che incrocia sulla sua strada. D’altronde, siamo nel buen retiro della Sinistra italiana e non sarà difficile trovare persone che si sentano vicine alle difficoltà della nostra (finta) profuga e magari le offrano ospitalità a casa loro..

Leggi tutto l’articolo su Il Tempo

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