1° MAGGIO 2023: IL PROGRAMMA DEL GOVERNO

 

Giorgia Meloni, la prima premier donna della storia della Repubblica Italiana, ha trionfato alle elezioni politiche del 25 settembreUna vittoria, quella della leader di Fratelli d’Italia, che in un certo senso era già nell’aria.

Quasi tutti i sondaggi la davano per favorita ed effettivamente le proiezioni sono state confermate con lo spoglio dei voti. Parliamo di lei, quasi sempre, per i suoi impegni politici che la vedono, soprattutto in questo periodo, davvero sotto torchio.

Ovviamente ci si aspetta che la Meloni possa, con ogni mezzo possibile, risollevare le sorti di un’Italia che, volente o nolente, non può riprendersi dall’oggi al domani.

E Giorgia sembra essere davvero instancabile, dal momento che sarà al lavoro proprio nel giorno della Festa dei lavoratori, ossia il 1 maggio.

Come noto, tale festa ha l’intento di ricordare l’impegno dei movimenti sindacali e gli obiettivi sociali ed economici raggiunti dai lavoratori dopo lunghe battaglie. Costituisce quindi non solo un giorno in cui riposarsi, ma anche in cui ricordare il passato. Per il 1 maggio il governo ha un programma davvero laborioso e dettagliato. Vediamolo insieme. 

Dalle informazioni disponibili sui principali siti d’informazione, siamo arrivati ad una conclusione: il primo maggio si terrà la prossima riunione del Consiglio dei Ministri, come anticipato dalla stessa Meloni. Proprio nel giorno della Festa del Lavoro, verrà varato il decreto lavoro che potrebbe apportare dei miglioramenti nelle tasche degli italiani.

Ebbene si, come possiamo agevolmente leggere su tg24.sky.it, le buste paga dei dipendenti a basso reddito potrebbero essere irrobustite grazie a un nuovo taglio del cuneo fiscale. La presidente del Consiglio ha deciso di riunire i ministri nel giorno della Festa del Lavoro, un gesto “simbolico”, mentre i sindacati saranno impegnati a scendere in piazza.

La Meloni punta a correggere il decreto Dignità del primo governo Conte e a rivedere il Reddito di cittadinanza, che, dal 1 gennaio 2024, sarà sostituto con la Garanzia per l’inclusione (Gil), riconosciuta ai nuclei familiari con almeno un disabile, un minore, un soggetto con almeno 60 anni di età o un percettore di assegno di invalidità civile. L’agevolazione è di un massimo di 6mila euro l’anno (500 euro al mese, aggiornato alla nuova scala di equivalenza), e può essere integrata fino a 3.360 euro (280 euro al mese) come contributo affitto. Viene erogata per 18 mesi e dopo un mese di stop riparte per altri 12.

Arriva inoltre la Prestazione di accompagnamento al lavoro (Pal) per i percettori di Rdc che alla scadenza dei 7 mesi di sussidio previsti ora hanno sottoscritto un patto per il lavoro e sono inseriti in misure di politica attiva. Si può chiedere dal 1° settembre, e vale 350 euro al mese. Anche la Garanzia per l’attivazione lavorativa (Gal) vale 350 euro, ed è  destinata a soggetti tra i 18 e i 59 anni in condizione di povertà assoluta, con un valore Isee non superiore a 6mila euro